
Tre fronti diversi sui quali il consigliere regionale del Partito Democratico Giuseppe Falcomatà chiede risposte immediate alla Regione Calabria. Dall’assestamento di bilancio alla protesta di lavoratori e imprese a Davoli, fino all’emergenza dei pazienti dializzati a Reggio Calabria, l’esponente dem chiama in causa il presidente Roberto Occhiuto e la maggioranza di centrodestra.
Sul piano finanziario, Falcomatà denuncia quello che definisce un tentativo di «scippo» ai danni della Città Metropolitana di Reggio Calabria. Nel corso dell’esame dell’assestamento di bilancio in Commissione Bilancio e Programmazione economica, sostiene, la Regione avrebbe previsto il riconoscimento di 7,5 milioni di Euro a fronte dei 12,9 milioni stabiliti da una sentenza esecutiva del Tribunale di Catanzaro, relativa al trasferimento di personale connesso all’esercizio di funzioni precedentemente delegate. **La differenza, pari a circa cinque milioni, sottrarrebbe risorse al territorio e potrebbe ridurre gli investimenti in opere e servizi.**
Falcomatà collega la vicenda a una controversia che, a suo giudizio, si trascina da anni e avrebbe già prodotto danni economici al Reggino. Chiede quindi alla Città Metropolitana, oggi guidata da una maggioranza dello stesso orientamento politico della Regione, di far valere le proprie ragioni e ottenere il riconoscimento integrale delle somme indicate dalla sentenza. Si tratta della contestazione politica formulata dal consigliere, che sollecita la Regione a chiarire le ragioni della quantificazione prevista nell’assestamento.
Dalla contesa istituzionale alla crisi del sistema produttivo, Falcomatà ha partecipato a Davoli alla mobilitazione di agricoltori e lavoratori contro il caro carburante e le condizioni economiche e commerciali che, secondo i manifestanti, stanno mettendo in difficoltà numerose filiere. Al presidio erano rappresentate diverse categorie, dagli agricoltori agli autotrasportatori, dai vivaisti agli olivicoltori, fino alle imprese edili. Il consigliere ha annunciato che porterà le loro richieste in Consiglio regionale e ha sollecitato interventi immediati da parte di Occhiuto e dell’assessore all’Agricoltura Gianluca Gallo.
La critica riguarda anche il divario tra la promozione delle eccellenze calabresi nelle fiere e nelle vetrine istituzionali e le condizioni concrete in cui operano le imprese. Promuovere i prodotti è importante, sostiene Falcomatà, ma non basta se chi li produce deve affrontare costi crescenti e margini sempre più ridotti. La richiesta è di passare dagli annunci a misure capaci di sostenere lavoratori e aziende, evitando un ulteriore impoverimento dei territori.
Il fronte più urgente riguarda la sanità reggina e la continuità delle cure per i pazienti dializzati. Falcomatà riferisce che 36 persone si sono presentate davanti al Pronto soccorso del Grande Ospedale Metropolitano per chiedere di poter effettuare in ospedale la terapia salvavita, dopo lo stop alle attività del Centro Dialisi di Pellaro. La struttura, aperta circa due anni fa grazie a una collaborazione tra istituzioni e soggetti privati, sarebbe ancora in attesa dell’accreditamento formale. Secondo quanto denunciato dalle associazioni dei pazienti, l’atto sarebbe fermo da un anno in attesa della firma del presidente della Regione.
La sospensione del centro avrebbe comportato la necessità di distribuire i pazienti tra Reggio Calabria, Scilla e Melito Porto Salvo, con trasferimenti impegnativi e turni che, secondo Falcomatà, arriverebbero anche alle ore notturne. Il consigliere segnala inoltre la sospensione del servizio di trasporto, importante per persone che, dopo una seduta di dialisi, possono non essere nelle condizioni fisiche di guidare o rientrare autonomamente a casa. Per questo chiede a Occhiuto di intervenire rapidamente e firmare il provvedimento necessario a sbloccare l’accreditamento.
Falcomatà contesta anche la risposta della maggioranza regionale, accusata di aver spostato il confronto sulla polemica politica senza affrontare il merito dell’emergenza. La questione, sottolinea, riguarda il diritto alla cura e la continuità dell’assistenza per pazienti fragili. La Regione è chiamata a chiarire lo stato della procedura e garantire l’accesso alle terapie.
Dall’assestamento di bilancio alla protesta delle categorie produttive, fino alla chiusura del centro di Pellaro, il filo conduttore degli interventi di Falcomatà è la richiesta di responsabilità da parte della Regione. Tre vicende diverse, sulle quali il confronto politico resta aperto, ma che pongono questioni concrete sull’utilizzo delle risorse pubbliche, sul sostegno all’economia e sulla tutela dei servizi essenziali.




