Costume e Società

Il film-documentario “Figli del Minotauro” a Cardinale nel tradizionale giorno della transumanza

Dall’Ufficio Stampa

Può la narrazione della Calabria emendarsi dall’immagine di terra di ‘ndrangheta, dal peccato originale di essere regione povera e terra di emigrazione, dagli stereotipi più comuni? Sembrerebbe finalmente possibile in Calabria una nuova via del racconto, letterario e cinematografico, grazie a una generazione di autori che riescono a cogliere nel contemporaneo i segni di una civiltà contadina ancora assai vitale. È questo il caso del film documentario Figli del Minotauro/Storie di uomini e animali di Eugenio Attanasio, prodotto dalla Cineteca della Calabria, proiettato a Cardinale grazie alla Pro Loco presieduta da Domenico Gori. L’evento è stato scelto perché nelle Preserre c’è una grande tradizione di allevamento del bestiame e di lavorazione del latte, che rendono il Comune di Cardinale un centro di eccellenza. La proiezione, alla presenza del regista e dei rappresentanti della Pro loco, dell’Amministrazione Comunale con il vicesindaco Massimo Rotiroti, ha riscosso un grande successo. Il giornalista professionista Luigi Stanizzi, presentando il regista Attanasio, ha puntualizzato che questo lavoro è stato proiettato in Italia e all’estero, ottenendo premi e riconoscimenti di caratura internazionale. E che il docufilm sulla transumanza è stato girato prima che questa pratica millenaria venisse dichiarata patrimonio UNESCO. Luigi Stanizzi ha detto che il regista Eugenio Attanasio ha il grande merito, attraverso le sue opere cinematografiche e letterarie, di valorizzare e fare conoscere tradizioni, personalità, capolavori d’arte e luoghi della nostra terra spesso ignorati anche dai calabresi stessi. Protagonisti dell’epico racconto della transumanza, inteso come metafora di un cammino di uomini e animali, sono i mandriani, eredi di una cultura millenaria che permane ancora oggi, e che parte dal Mesolitico, quando uno dei primi artisti della preistoria raffigurò l’immagine del Bos Primigenius nella Grotta del Romito di Papasidero, uno dei siti più importanti del mondo. Ancora non sono noti i motivi ispiratori di questi primi uomini, che scelsero i bovini come soggetti delle loro straordinarie opere, tra Papasidero, Lescaux, Altamira e Chauvet, ma si è certi che risalgano a un periodo anteriore alla domesticazione, quando l’animale rappresentato evocava un’idea di forza, di potenza, di fertilità che incuteva timore. Aristotele cita, nell’Istmo delle Calabrie, Italo, re allevatore degli Enotri, mentre il simbolo del bovino è ricorrente nell’arte della sibartide sia con il toro prospiciente, utilizzato nella monetazione, sia con la scultura del toro cozzante. «Ultimi eredi di questo mondo ancestrale – ha fra l’altro messo in rilievo il regista e operatore culturale Eugenio Attanasio – sono gli allevatori calabresi di podoliche, in quanto si muovono ancora andando dietro agli animali che si spostano in cerca di pascoli freschi, mandriani che utilizzano ora il cavallo, ora il pick up, ora il quad, interpretando una modernità ancora sostenibile, in cui uomini, animali, e specie vegetali creano un ecosistema». Encomiabile il grande attivismo della Pro loco di Cardinale e di Manuela Staglianò, che ha saputo promuovere l’evento coinvolgendo la popolazione e gli allevatori del posto, che hanno risposto in maniera significativa organizzando anche un’eccezionale degustazione di autentici, deliziosi prodotti locali, intimamente legati alla tradizione del territorio: Azienda agricola Rotiroti Giovanni, Rotiroti Domenico, Nicola Mazza, Famiglia Gori, Nicola Raimondo, Famiglia Papis. Per l’occasione è stata realizzata una scultura in legno dall’artista Stella Macrì, che è stata donata in ricordo dell’evento al regista Eugenio Attanasio. La proiezione è stata effettuata proprio nel giorno in cui per tradizione a Cardinale veniva effettuata la transumanza, a San Nicola.

Redazione

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