L’appello per una nuova riforma degli alloggi popolari in Calabria

Gli Enti dell’Osservatorio sul disagio abitativolanciano un appello ai tre candidati alla Presidenza della Regione Calabria e a tutti i candidati al Consiglio Regionale, chiedendo diinserire nei propri programmi elettorali l’approvazione di una nuova legge di riforma dell’Azienda Territoriale di Edilizia Residenziale Pubblica. L’obiettivo èrilanciare la politica degli alloggi popolari e garantire il diritto alla casa, un diritto che, come denunciano gli Enti,da anni in Calabria si sta cancellando.
La negazione del diritto alla casa, che coinvolge circa il30% delle famiglie calabresi, ha effetti devastanti sul tessuto sociale.Senza un alloggio adeguato, le famiglie con redditi bassi non possono accedere pienamente a salute, istruzione, lavoro e inclusione sociale.Per questo, il diritto all’alloggio adeguato dovrebbe essere un tema centrale nei programmi politici e non un richiamo marginale.
Gli Enti sottolineano chel’Aterp Calabria, con i suoi circa 38.000 alloggi, versa in condizioni strutturali gravissime, conseguenza diuna precisa scelta politicache ha portato allaprogressiva cancellazione della politica degli alloggi popolari, mentre anche i Comuni stanno progressivamente abbandonando questo settore. Nel giugno 2025, durante un’audizione con laCommissione Parlamentare Periferie, la Commissaria straordinaria dell’Aterp Calabria,Avv. Grazia Maria Carmela Iannini, ha puntato il dito contro il Comune di Reggio Calabria per il caos negli alloggi, senza evidenziare le responsabilità interne all’Azienda. Poco dopo, la stessa Commissaria ha definito l’Aterp«un modello nazionale di buona gestione»,mentre per gli Enti si tratta di un modello fallimentare.
Il caos abitativo è diffuso in tutta la Regione ed è legato principalmente allacentralizzazione dell’Aterp, conseguente alla riforma del 2013 e all’accorpamento delle Aterp provinciali in un’unica Azienda regionale. Questa scelta ha comportatoil dimezzamento del personale, impedendo una gestione efficace del patrimonio e dei servizi di edilizia residenziale pubblica.Gli stessi documenti ufficiali dell’Aterp ammettono la crisi, come dimostra la relazione al Bilancio di previsione 2024-2026, che denuncia unacarenza di personale del 56,33%, consolo 107 dipendenti su 245 previsti, compromettendo manutenzioni, turn-over e attuazione di interventi finanziati.
In queste condizioni,il personale residuo è impegnato soprattutto nella vendita degli alloggi, senza nuove acquisizioni, avviando così unaprogressiva e costante diminuzione del patrimonioe ladismissione della politica degli alloggi popolari. La pessima riforma ha generato anche undegrado interno evidente, confermato dalle inchieste giudiziarie che hanno coinvolto funzionari Aterp e dei Comuni di Reggio Calabria e Catanzaro nel“mercato illegale degli alloggi”, con la recente richiesta di rinvio a giudizio di22 funzionari Aterp di Catanzaro.
Per questo, gli Enti chiedono in conclusioneuna nuova legge regionale che ricostituisca le Aterp.




