Costume e Società

Al Santuario dello Scoglio fede, consolazione e speranza nella Giornata di preghiera per i malati

Un santuario gremito di fedeli ha fatto da cornice, mercoledì 11 febbraio, alla Giornata di preghiera per gli ammalati e i sofferenti indetta dalla Diocesi di Locri-Gerace, guidata dal Vescovo Monsignor Francesco Oliva, al Santuario della Vergine Immacolata Nostra Signora dello Scoglio a Santa Domenica di Placanica, fondato da Fratel Cosimo. Pellegrini provenienti da diverse regioni italiane e anche dall’estero hanno preso parte a un appuntamento ormai radicato nella spiritualità del territorio.
Fin dal mattino, numerosi sacerdoti della Diocesi, insieme al vescovo, hanno amministrato il sacramento della riconciliazione, offrendo ai presenti un tempo di ascolto e condivisione fraterna. Nell’omelia, Monsignor Oliva ha richiamato il significato dell’11 febbraio, memoria liturgica della Beata Vergine di Lourdes, sottolineando la profonda analogia tra l’esperienza mariana di Lourdes e quella vissuta “allo Scoglio”. Due realtà diverse per notorietà e collocazione geografica, ma accomunate dall’essere luoghi di consolazione, conversione e guarigione interiore.
Il Vescovo ha ricordato come, da oltre un secolo e mezzo, Lourdes accolga ammalati in cerca di sollievo e come, da 58 anni, anche lo Scoglio rappresenti un punto di riferimento per quanti desiderano incontrare Maria e ritrovare la fede. Ha accostato l’esperienza spirituale di Fratel Cosimo a quella di Bernadette Soubirous, evidenziando la missione ricevuta di dare conforto, invitare alla conversione, riscoprire la gioia del perdono e rialzarsi dopo le cadute.
Al centro della riflessione, il richiamo evangelico alla custodia del cuore. Citando il Vangelo di Marco, il presule ha ribadito che non è ciò che entra nell’uomo a renderlo impuro, ma ciò che esce dal suo cuore, invitando i fedeli a chiedere al Signore il dono della sapienza, come fece il re Salomone. Una sapienza che è capacità di discernere il bene dal male e di vivere la volontà di Dio, sull’esempio di Maria, «donna saggia e di grande fede». «La volontà di Dio è la nostra gioia», ha concluso, richiamando la preghiera del Padre Nostro: «Sia fatta la tua volontà».
Prima della celebrazione eucaristica, presieduta dal Vescovo alla presenza dell’arcivescovo emerito Monsignor Giuseppe Morosini e di numerosi sacerdoti, Fratel Cosimo ha guidato l’evangelizzazione, salutando le autorità ecclesiastiche e i pellegrini convenuti per la 34ª Giornata Mondiale del Malato, istituita da San Giovanni Paolo II l’11 febbraio 1992. Ha ricordato il tema scelto per quest’anno dal Santo Padre Leone XIV, La compassione del buon samaritano: amare portando il dolore dell’altro, invitando non solo alla preghiera, ma a una concreta assunzione di responsabilità verso chi soffre.
«La giornata del malato – ha sottolineato – ci chiama a prenderci cura dei sofferenti nella misura in cui possiamo farlo», richiamando la parabola del buon samaritano e le parole del Vangelo di Matteo: «Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli, lo avete fatto a me». Un’esortazione alla carità vissuta come servizio a Cristo stesso.
Riprendendo ancora il Vangelo di Marco, Fratel Cosimo ha spiegato che l’impurità di cui parla Gesù è di ordine morale e nasce dai pensieri malvagi che prendono forma nel cuore. Da qui l’invito a chiedere, con le parole del Salmo 51, “Crea in me, o Dio, un cuore puro”. Solo un cuore purificato dalla grazia e custodito nell’amore di Dio può diventare sorgente di vita, capace di amare e perdonare.
La giornata si è conclusa con una processione mariana e con una preghiera di intercessione per la guarigione degli ammalati nel corpo e nello spirito. Un momento intenso di fede e partecipazione che ha confermato il Santuario dello Scoglio come luogo di consolazione, ascolto e rinnovamento spirituale per l’intera comunità.

Francesca Sabatini

Giornalista d’assalto e senza peli sulla lingua, Francesca sarebbe disposta davvero a tutto pur di raccontare la verità. La sua esperienza nel settore dell’audiovisivo ne fa una professionista a tutto tondo, ma è nell’elaborazione dei testi che la Sabatini dà il meglio di sé. Mente brillante al servizio di un territorio che intende “rovesciare come un calzino”, non c’è stenografo che possa tenerle testa o opinionista da salotto che possa leggere le sfumature della realtà politica locale come lei ci ha abituato a fare. Il suo sogno? Essere la prima a raccontare l’incontro con una civiltà aliena.

Related Articles

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button