
Prevenzione, controllo del territorio e promozione della cultura della legalità sono i tre pilastri dell’azione più recente della Questura di Crotone, impegnata su più fronti in un’attività che coniuga interventi mirati su singoli soggetti, operazioni interforze e momenti di confronto istituzionale.
Sul versante della prevenzione, il Questore Renato Panvino ha disposto un provvedimento di Divieto di Accesso al Centro Urbano (DACUR) nei confronti di un giovane crotonese, protagonista negli ultimi mesi di una serie di condotte ritenute pericolose per l’ordine pubblico. Il ragazzo era stato denunciato in due distinte occasioni per accensioni ed esplosioni pericolose e per il possesso ingiustificato di un coltello. Più recentemente, era stato fermato dalla Squadra Mobile subito dopo aver danneggiato con un cacciavite lo sportello di un punto di ritiro Amazon situato all’interno di un esercizio h24 nel centro cittadino. Le immagini di videosorveglianza hanno consentito di ricostruire con precisione l’accaduto e di procedere alla denuncia all’Autorità giudiziaria. Il rapido susseguirsi di episodi, tutti avvenuti in aree centrali e nei pressi di locali pubblici, ha reso necessaria l’adozione del DACUR, istruito dalla Divisione Anticrimine: per un anno il giovane non potrà accedere all’esercizio interessato, alle strade limitrofe e alle principali vie del centro urbano. L’intervento si inserisce in un piano più ampio di prevenzione che punta a contrastare la delittuosità attraverso controlli mirati sui soggetti ritenuti inclini alla commissione di reati. Nella stessa giornata, Volanti e Reparto Prevenzione Crimine hanno identificato centinaia di persone, tra cui numerosi soggetti con precedenti, controllato veicoli ed effettuato verifiche su individui sottoposti a misure limitative della libertà personale.
Parallelamente all’azione repressiva e preventiva, la Questura ha promosso anche un momento di riflessione istituzionale di alto profilo ospitando un confronto sul ruolo del sacerdote nei territori caratterizzati dalla presenza della ’ndrangheta. Il Questore ha ricevuto l’Arcivescovo di Crotone-Santa Severina, S.E. Mons. Alberto Torriani, il Procuratore della Repubblica Domenico Guarascio e una delegazione di sacerdoti ambrosiani provenienti da diverse regioni italiane. Al centro del dialogo, la necessità di promuovere una cultura della legalità capace di integrare dimensione spirituale e responsabilità civile, soprattutto in contesti in cui le organizzazioni criminali tentano di esercitare forme di condizionamento sociale. Tra i temi affrontati, quello delle processioni religiose che in passato avevano registrato indebite interferenze da parte di esponenti della criminalità organizzata: l’adozione di specifici provvedimenti amministrativi da parte delle Autorità di pubblica sicurezza ha consentito di contrastare efficacemente il fenomeno. Particolare attenzione è stata riservata anche alla questione delle donazioni alla Chiesa da parte di soggetti legati ai vertici delle organizzazioni mafiose, rispetto alle quali è stata condivisa la posizione secondo cui non debbano essere accettate ma restituite, per evitare ogni possibile strumentalizzazione. Il Procuratore Guarascio ha inoltre richiamato l’attenzione sulle indagini in corso, evidenziando il tentativo delle consorterie criminali di acquisire consenso anche attraverso rapporti costanti con i sacerdoti operanti nei territori di riferimento. L’incontro si è concluso con una visita agli uffici della Questura e con l’impegno reciproco a rafforzare la collaborazione tra Stato e Chiesa nel segno della legalità e del sostegno alle giovani generazioni.
Sempre nell’ottica del controllo capillare del territorio si colloca l’operazione interforze Focus ’Ndrangheta, disposta dal Questore a seguito delle determinazioni assunte in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica presieduto dal Prefetto Franca Ferraro. L’attività, svolta nel territorio di Melissa, ha visto la partecipazione congiunta di Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Capitaneria di Porto, Ispettorato del Lavoro e Azienda Sanitaria Provinciale – servizio veterinario, con controlli mirati a esercizi commerciali, persone e veicoli lungo le principali arterie stradali. Nel corso delle verifiche sono emerse irregolarità amministrative in alcune attività, con sanzioni per complessivi circa 8.000 €, tra violazioni nella gestione dei registri ambientali, omissioni documentali relative alla Segnalazione certificata di inizio attività e la presenza di un lavoratore non regolarmente assunto in una struttura destinata alla custodia di cani randagi, struttura che tuttavia presentava condizioni igienico-sanitarie adeguate e animali in buono stato di salute. L’operazione ha comportato inoltre l’identificazione di centinaia di persone, numerosi controlli su veicoli e verifiche su soggetti già sottoposti a misure limitative della libertà personale.
Dalla misura di prevenzione individuale ai controlli economico-amministrativi emerge un’azione coordinata che mira a rafforzare il presidio della legalità sul territorio crotonese, con l’obiettivo di coniugare sicurezza, prevenzione e crescita civile della comunità.




