A Siderno la presentazione de “L’ultimo distillatore”: memoria, identità e racconto del territorio

Sarà la Sala Consiliare di Siderno a ospitare, sabato 28 febbraio, alle ore 17, la presentazione del volume L’ultimo distillatore. L’epopea dei La Scala e della Grappa Aspromonte di Caterina Mammola Lascala, in un appuntamento che si preannuncia come un momento di riflessione culturale sulla storia produttiva e sociale dell’Aspromonte.
L’iniziativa, promossa dalla sezione di Siderno della FIDAPA BPW Italy – Distretto Sud Ovest – e dal Lions Club Siderno, con il coinvolgimento della Deputazione di Storia Patria per la Calabria, gode del patrocinio del Comune di Siderno e si inserisce nel solco di una programmazione culturale che punta a valorizzare le radici identitarie del territorio attraverso la letteratura e la ricerca storica.
Al centro dell’incontro vi sarà il dialogo tra l’autrice e il prof. Rosario Previtera, chiamato ad approfondire i contenuti di un’opera che ricostruisce la vicenda della famiglia La Scala e la storia della distillazione della grappa in Aspromonte, intrecciando memoria famigliare e storia economica locale. Un racconto che non si limita alla dimensione imprenditoriale, ma restituisce uno spaccato di Calabria operosa, capace di trasformare saperi tradizionali in esperienza produttiva e culturale.
Ad aprire i lavori saranno i saluti istituzionali di Rita Commisso, presidente FIDAPA Siderno, di Cinzia Lascala, presidente del Lions Club Siderno, e del sindaco della Città di Siderno, Mariateresa Fragomeni. Una presenza istituzionale significativa che testimonia l’attenzione della comunità verso un’iniziativa capace di coniugare storia, impresa e identità locale. A moderare l’incontro sarà il giornalista Aristide Bava.
Il volume di Mammola Lascala si inserisce in quel filone narrativo che recupera microstorie e tradizioni produttive per restituire dignità e profondità al racconto dei territori. La storia della distillazione, in questo caso, diventa metafora di una cultura materiale che ha segnato generazioni e che oggi può essere riletta come patrimonio collettivo. Raccontare l’epopea di una famiglia significa, in fondo, raccontare un pezzo di storia dell’Aspromonte e della Locride, tra fatica, ingegno e radicamento.
L’appuntamento del 28 febbraio si configura dunque come un momento di confronto pubblico sul valore della memoria e sulla necessità di custodire e tramandare le esperienze che hanno contribuito a costruire l’identità economica e sociale del territorio. In un tempo in cui la globalizzazione tende a uniformare linguaggi e produzioni, iniziative come questa riaffermano la centralità delle storie locali, capaci di parlare al presente con la forza della tradizione.




