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Domenica un’escursione alle cascate Ninarello e Scherni tra acqua e memoria

Un viaggio nella natura più autentica dell’Aspromonte, là dove l’acqua disegna paesaggi sorprendenti e i sentieri custodiscono tracce di una storia antica.Domenica 8 marzo l’associazione Gente in Aspromonte, che quest’anno celebra i quarant’anni diUna Storia in Cammino, propone un’escursione dal titolo evocativoHjumari, schioppi e gurnali, inserita nel programma delle iniziative dedicate all’importante anniversario.
L’appuntamento è fissatoalle ore 10 al Crocefisso del Belvedere di Piminoro, lungo la Via Larga sulla Strada Statale 112, poco oltre il Crocefisso dello Zillastro in direzione Oppido Mamertina. Da qui, alle 10:15, prenderà il via la camminata che condurrà i partecipanti alla scoperta di uno degli angoli più suggestivi del territorio aspromontano. Al termine della prima escursione ci si sposterà poi in automobile fino al piazzale della Fonte d’Oro per proseguire verso una seconda cascata immersa nel bosco.
Il primo tratto dell’itinerario conduce alleCascate Ninarello, una delle meraviglie naturalistiche custodite nei dintorni del piccolo borgo montano di Piminoro, pittoresca frazione del comune di Oppido Mamertina. In questo lembo di Aspromonte, dove il paesaggio conserva ancora un carattere selvaggio e incontaminato, si snodano percorsi torrentizi e naturalistici di straordinaria bellezza. Il sentiero prende avvio dalla veduta panoramica della Via Larga e scende lungo la strada asfaltata che conduce al borgo. Al secondo tornante si imbocca una sterrata che, seguendo una recinzione, conduce in pochi minuti al Piano Petti.
Il percorso continua con una discesa dolce tra vecchie“rasole” un tempo coltivate, memoria di un paesaggio agricolo oggi quasi scomparso. Tra tornanti e incroci si supera un cancello in ferro e, poco alla volta, appare all’orizzonte la meta della camminata.La cascata di Ninarello si rivela con tutta la sua imponenza: un salto d’acqua verticale di quasi cinquanta metri, capace di lasciare senza fiato chiunque si trovi al suo cospetto. Il sentiero prosegue poi lungo il torrente, tra piccoli passaggi improvvisati e briglie in pietra, fino a raggiungere una grande vasca di raccolta dell’acqua, punto in cui il rumore del flusso diventa protagonista assoluto del paesaggio.
Dopo questa prima immersione nella natura, i partecipanti si sposteranno verso il secondo itinerario, diretto allaCascata Scherni, altra gemma nascosta tra le pieghe del territorio aspromontano. L’escursione parte dalpiano D’Abate, nei pressi dell’ex stabilimento di acqua minerale Fonte d’Oro, e segue una strada sterrata che in circa venti minuti conduce al pianoro di Pane Perso. Da questo punto si apre uno dei panorami più ampi e suggestivi della zona, con lo sguardo che abbracciail verde intenso degli uliveti della piana di Gioia Tauro.
Proseguendo lungo il sentiero si raggiunge il costone Scherni, dove già da lontano si percepisce il suono dell’acqua che scorre tra le rocce. La tradizione popolare attribuisce a questo scroscio una curiosa virtù:si racconta che ascoltarlo durante la notte sia capace di rafforzare la memoria, come se la voce della montagna potesse custodire e restituire i ricordi. Dopo pochi minuti di cammino la cascata appare improvvisa, con la caratteristica forma di unaV rovesciata che incornicia una grande pozza d’acqua. Intorno si innalzano imponenti faggi e fitte felci, che con il loro verde profondo completano uno scenario naturale di rara suggestione.
L’iniziativa rappresenta non soltanto un’escursione, ma ancheun modo per celebrare quarant’anni di attività dedicata alla conoscenza e alla valorizzazione del territorio, nel solco di quella “storia in cammino” evocata dal nome dell’associazione. Camminare tra questi sentieri significa infatti riscoprire luoghi spesso poco conosciuti, dove la natura conserva ancora il suo carattere originario e dove ogni cascata, ogni torrente, racconta una pagina silenziosa della geografia aspromontana.
In un tempo in cui il turismo naturalistico assume un ruolo sempre più importante, iniziative come questa ricordano quanto il patrimonio paesaggistico dell’Aspromonte continui a offrireesperienze autentiche, capaci di unire memoria, cultura e meraviglia naturale. E forse proprio il rumore dell’acqua che scende tra le rocce, come suggerisce la saggezza popolare, aiuta davvero a ricordare ciò che conta: il legame profondo tra l’uomo e la sua terra.

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Francesca Sabatini

Giornalista d’assalto e senza peli sulla lingua, Francesca sarebbe disposta davvero a tutto pur di raccontare la verità. La sua esperienza nel settore dell’audiovisivo ne fa una professionista a tutto tondo, ma è nell’elaborazione dei testi che la Sabatini dà il meglio di sé. Mente brillante al servizio di un territorio che intende “rovesciare come un calzino”, non c’è stenografo che possa tenerle testa o opinionista da salotto che possa leggere le sfumature della realtà politica locale come lei ci ha abituato a fare. Il suo sogno? Essere la prima a raccontare l’incontro con una civiltà aliena.

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