Accordo di pace USA-Iran: cosa cambia per i prezzi di petrolio e gas

L’intesa preliminare annunciata il 14 giugno chiude oltre cento giorni di conflitto traStati Uniti e Iran. La cerimonia ufficiale per celebrare l’intesa si è svolta per il 19 giugno in Svizzera. L’accordo riapre loStretto di Hormuze riporta suimercati energeticiglobali un’attesa distensione, con i primi effetti già visibili supetrolio e gas.
L’intesa che ferma il conflitto
Il presidente statunitense ha annunciato l’accordo preliminarecon un messaggio diretto ai mercati,“Let the oil flow!”, segnalando l’intenzione di riportare rapidamente alla normalità iflussi energetici.
Entrambe le parti hanno dichiarato lacessazione immediata e definitivadelleoperazioni militarisu tutti i fronti, come confermato anche dal primo ministro pakistano, coinvolto nella mediazione. Il conflitto si era protratto peroltre cento giorni.
Tra le disposizioni principali figura lariapertura dello Stretto di Hormuzal traffico marittimo, snodo cruciale attraverso cui transita una quota rilevante del greggio e delgas naturaleliquefatto mondiale. La misura rimuove uno dei principali fattori dirischio geopoliticoper l’approvvigionamento energeticointernazionale.
Petrolio e gas in calo sui mercati
La reazione deimercatiè stata immediata. IlBrentè sceso a83 dollari al barile, il valore più basso degli ultimi due mesi, mentre ilWest Texas Intermediateè arretrato a 80 dollari al barile. Il calo riflette l’attesa di un ritorno graduale del greggio sui circuiti internazionali.
Anche ilgas europeoha registrato un ribasso, scendendo sotto i43 euro per megawattoradai 44 precedenti, il livello più contenuto delle ultimecinque settimane. Le quotazioni restano comunque superiori alle medie registrate prima dell’inizio del conflitto.
Il rientro delle tensioni allenta la pressione sulla produzione, che prima dell’accordo puntava a un obiettivo diventi milioni di barili al giorno. La riapertura dellerotte commercialicontribuisce a normalizzare le aspettative degli operatori sull’offerta disponibile.
Le prospettive di ripresa e il nodo europeo
Secondo l’analisi della società di consulenzaWood Mackenzie, la produzione petrolifera potrebbe recuperare il70 per centodella capacità entro tre mesi e il90 per centoentro sei mesi dalla firma dell’accordo, segnando un rientro più rapido delle attese iniziali.
Per ilgas naturale liquefattosi ipotizza un riavvio degli impianti già aluglio, con un ritorno alla piena capacità produttiva entro il 2027. Nello scenario più favorevole, iprezzi del gaspotrebberodimezzarsi entro il 2031.
Resta aperto il fronte politico europeo. La presidente della Commissione ha osservato come «ancora una volta ladipendenza energeticasia stata trasformata in un’arma», rilanciando il dibattito sulladiversificazione delle fontie sullasicurezza degli approvvigionamentienergetici del continente nel medio periodo.
Fonte:papernest.it




