San Francesco, il profeta della semplicità che parla ancora al nostro tempo

Nella sua poesiaIl Poverello, la poetessa locreseLuisa Totinoconsegna al lettore un ritratto intenso e attuale di San Francesco d’Assisi, non limitandosi a rievocarne la figura storica e spirituale, ma proponendolo come una presenza viva, capace di parlare all’uomo contemporaneo.
L’immagine che emerge dai versi è quella del Francesco che scelse di farsi “ultimo tra gli ultimi”, condividendo la sofferenza dei poveri e degli emarginati per testimoniare con la propria vita il Vangelo della fraternità. La poetessa ripercorre la grandezza della sua scelta attraverso parole semplici, quasi francescane anch’esse, sottolineando come la rinuncia al superfluo abbia reso il Santo “più bello agli occhi di Dio”. Una bellezza che non nasce dal possesso, ma dalla libertà interiore.
Il cuore del componimento, però, non è soltanto nella memoria del Santo di Assisi. È soprattutto nel dialogo che la poetessa stabilisce tra Francesco e il nostro presente. Quando scrive “in questo tempo di insoddisfazione possa risuonare la tua visione”, Luisa Totino sembra rivolgere uno sguardo lucido a una società segnata da inquietudini profonde, dove il benessere materiale non sempre coincide con la felicità e dove nuove forme di povertà emergono accanto a quelle tradizionali.
Non si tratta soltanto della povertà economica che colpisce famiglie e fasce sociali sempre più ampie. Esistono oggi povertà relazionali, educative, affettive e spirituali che producono solitudine, smarrimento e perdita di speranza. A queste si aggiungono le conseguenze delle tante azioni nefaste generate dall’egoismo, dall’indifferenza, dalla ricerca sfrenata del profitto, dalle guerre e da un progressivo allontanamento dal valore della persona. In questo scenario, la figura di Francesco assume i tratti di una straordinaria attualità.
La poetessa coglie inoltre uno degli aspetti più moderni del messaggio francescano: il rapporto armonioso con il Creato. Nei versi dedicati al rispetto dell’ambiente, definito come un “prezioso acquerello”, riecheggia quel Cantico delle Creature che ancora oggi rappresenta una lezione di equilibrio tra uomo e natura. Un messaggio che interpella una società chiamata a confrontarsi con emergenze ambientali sempre più evidenti.
Il testo si sviluppa così come una preghiera e insieme come un invito. Francesco diventa “amico e fratello”, guida a cui guardare per liberarsi da quel “malevolo orpello” che appesantisce l’esistenza contemporanea fatta di consumismo, individualismo e competizione. La sua testimonianza indica una strada alternativa fondata sulla gratitudine, sulla sobrietà e sulla capacità di riconoscere il valore di ogni cosa.
Nell’ultima immagine del componimento, Francesco è paragonato a un “glorioso ruscello” da cui attingere amore, speranza, pace e letizia. È una metafora particolarmente efficace, perché richiama una sorgente che continua a scorrere nei secoli senza esaurirsi. Ed è forse proprio questo il significato più profondo della poesia di Luisa Totino: ricordarci che il messaggio francescano non appartiene al passato, ma rappresenta ancora oggi una risposta concreta alle fragilità dell’uomo contemporaneo. In un mondo attraversato da conflitti, disuguaglianze e nuove povertà, il Poverello di Assisi continua infatti a indicare la forza rivoluzionaria della semplicità, della fraternità e dell’amore universale.
Buona lettura.
Il Poverello
Francesco santo,
ultimo tra gli ultimi
ti facesti,
per renderti più vicino
alla sofferenza
e all’indigenza,
così da diventare
tutt’uno con l’amabile sapienza.
Il Poverello
ti chiamavano,
perché la continua rinuncia
a ciò che non serve,
agli occhi di Dio,
ti ha reso più bello.
Con il tuo modo di fare,
semplice e diretto,
hai portato
tutto il Creato
al tuo cospetto.
E la gratitudine per esso
si è trasformata in canto
e niente è stato più lo stesso.
Francesco santo,
poverello di Dio,
in otto secoli
sei diventato, per tutti,
amico e fratello,
a cui rivolgersi
per uscire dal malevolo orpello.
Tutto per te
è stato un ringraziamento,
niente di scontato,
niente di veramente perso.
Francesco santo,
in questo tempo
di insoddisfazione
possa risuonare
la tua visione,
quella di amare il fratello
e rispettare l’ambiente
come fosse prezioso acquerello.
A te, il poverello,
attingiamo
come glorioso ruscello,
perché il cuore possa
essere ricolmato
di amore, speranza, pace
e letizia.




