Suppletive, nucleare e donne: Minasi rilancia la linea della Lega

A due giorni dalle elezioni suppletive del 27 e 28 settembre nel collegio uninominale di Reggio Calabria, la senatrice della Lega Tilde Minasi interviene su tre dei temi al centro del dibattito politico nazionale e calabrese, intrecciando l’appello al voto per il candidato del centrodestra Fabio Roscioli con le polemiche che hanno coinvolto Roberto Vannacci e Antonio Tajani e con il via libera definitivo al disegno di legge delega sul nucleare sostenibile.
Sul voto reggino, Minasi sostiene che l’area di governo debba presentarsi compatta e considera il sostegno a Roscioli come la scelta coerente con l’attuale maggioranza. «L’unica vera destra rappresentabile, credibile ed efficace è quella che oggi è al governo della Nazione e del territorio», afferma la senatrice, secondo la quale il voto dovrebbe premiare «serietà, continuità dell’azione di governo» e capacità di produrre risultati. La presa di posizione si inserisce in una competizione che nelle ultime settimane ha assunto anche una dimensione nazionale. Vannacci ha infatti chiuso la campagna a sostegno di Domenico Giannetta, candidato di Futuro Nazionale ed ex capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, mentre Roscioli, sostenuto dal centrodestra, ha concluso a sua volta la campagna in piazza Duomo. La sfida interna all’area di centrodestra rappresenta uno degli elementi caratterizzanti di questa tornata elettorale.
Minasi definisce «trasformista» l’operazione politica costruita intorno alla candidatura di Giannetta e accusa Vannacci di aver tradito la comunità che, a suo dire, gli aveva dato fiducia. Si tratta di una lettura politica della senatrice che si contrappone a quella dello stesso Vannacci, il quale presenta Futuro Nazionale come una destra «vera» e «autentica» e rivendica la possibilità per gli elettori di scegliere un candidato radicato nel territorio. Giannetta, dal canto suo, ha motivato la propria candidatura richiamando proprio il radicamento reggino e la crescita del nuovo movimento.
Nel secondo intervento, Minasi prende posizione anche sul dibattito suscitato dalle dichiarazioni di Tajani e Vannacci sul modo di vestire delle donne. Pur definendo «infelice» l’uscita del segretario di Forza Italia, la senatrice distingue il caso da quello di Vannacci, giudicandone le parole «vergognose» e «inaccettabili». La risposta che propone passa dal richiamo al merito e alla competenza, indicati come criteri attraverso i quali, a suo giudizio, dovrebbe affermarsi la presenza femminile nelle istituzioni. Minasi richiama in particolare Giorgia Meloni come esempio della propria impostazione e collega questa posizione alla propria esperienza istituzionale, prima nel Comune di Reggio Calabria, poi nella Regione e infine al Senato.
L’altro fronte è quello energetico. Il 23 settembre il Senato ha approvato in via definitiva, con 81 voti favorevoli, 51 contrari e 7 astensioni, il disegno di legge S.1924, «Delega al Governo in materia di energia nucleare sostenibile», già approvato dalla Camera il 4 giugno. Il provvedimento delega l’esecutivo ad adottare i decreti legislativi necessari a disciplinare la materia e riguarda, tra gli altri aspetti, autorizzazione e realizzazione degli impianti, esercizio delle centrali, sicurezza, gestione del combustibile esaurito e ricerca.
Minasi definisce l’approvazione una «svolta storica» e la rivendica come il risultato di una battaglia sostenuta dalla Lega e dal segretario Matteo Salvini. Nella sua lettura, il ritorno al nucleare dovrebbe contribuire a ridurre i costi dell’energia, rafforzare l’autonomia energetica italiana, sostenere la decarbonizzazione e favorire investimenti, ricerca e occupazione qualificata. Si tratta però di obiettivi associati dalla senatrice all’attuazione futura della delega, non di effetti già prodotti dalla legge. Il provvedimento, infatti, non riattiva immediatamente centrali nucleari: stabilisce il quadro normativo entro il quale il Governo dovrà intervenire con successivi decreti. Il ministro Pichetto Fratin ha indicato il 2033-2034 come possibile orizzonte per il ritorno alla produzione nucleare, mentre sul tema restano posizioni politiche fortemente divergenti.
Nel complesso, gli interventi della senatrice si muovono tra la richiesta di compattezza del centrodestra e la rivendicazione delle scelte dell’esecutivo. Sul voto reggino la priorità indicata è evitare la dispersione del consenso nell’area conservatrice; sul piano nazionale, Minasi lega l’identità della Lega alle politiche del Governo. Saranno gli elettori, domenica e lunedì, a determinare l’esito della sfida per il seggio lasciato vacante da Francesco Cannizzaro.




