Costume e Società

ARTratti, a Cropani l’arte rimette in movimento la memoria dei luoghi

Che cosa accade quando l’arte contemporanea incontra la storia di un territorio? E in che modo un’opera può cambiare significato a seconda del luogo in cui viene osservata? Sono le domande al centro diARTratti – Tele in movimento, la rassegna promossa dalla Pro Loco di Cropani che ha animato per cinque giornate il centro calabrese, mettendo in dialogo opere, architetture, memoria e linguaggi tecnologici.
A offrire una chiave di lettura dell’iniziativa è stato il professor Vittorio Politano, critico e teorico dell’immagine e direttore emerito dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro, con la lezione magistrale intitolataL’immagine che abita il luogo. Il suo intervento, redatto su invito del giornalista Luigi Stanizzi e letto in occasione dell’inaugurazione, ha invitato a considerare la mostra non come una semplice esposizione, ma comeun incontro tra la contemporaneità dell’arte e la profondità storica di un territorio.
«Vi sono mostre che occupano uno spazio. E vi sono mostre che, invece, accadono in un luogo», ha osservato Politano. La distinzione è sostanziale: uno spazio può limitarsi ad accogliere un’opera, mentre un luogo porta con sé identità, memoria e stratificazioni di presenze. In questa prospettiva, Cropani non è soltanto lo scenario della rassegna, ma ne diventa parte integrante, attraverso le architetture, il paesaggio, la cultura materiale e la comunità che continua ad abitare il territorio.
Palazzo San Fili, il convento e le altre strutture coinvolte non sono quindi contenitori neutrali. Le loro mura custodiscono tracce di vite e tempi differenti, chiamate a confrontarsi con le opere contemporanee.Il patrimonio, secondo questa visione, non deve essere soltanto conservato, ma continuamente riattivato, perché la tradizione resta viva quando viene trasmessa e reinterpretata, non quando è ridotta a un’immagine immobile del passato.
Il progetto ha intrecciato pittura, realtà aumentata, territorio ed esperienza sensoriale. Per Politano, questi linguaggi, solo apparentemente distanti, partecipano della stessa capacità umana di attribuire significato alla materia. Anche i prodotti agricoli e artigianali possono essere letti come “archivi sensoriali”, capaci di racchiudere il clima, la geografia e i saperi tramandati da una comunità. L’esperienza estetica si allarga così oltre i confini tradizionali dell’opera e coinvolge il vedere, l’ascoltare, il ricordare e il gustare.
Un riferimento centrale della riflessione è stato Mimmo Rotella, artista che attraverso il décollage strappava e sovrapponeva manifesti consumati dalla città, facendo emergere immagini nascoste sotto altre immagini. Politano ha individuato in questa tecnica una metafora efficace del territorio:sotto il presente si trova la storia e, sotto la storia, si conservano le vite che hanno attraversato quei luoghi. Valorizzare un territorio, dunque, non significa trasformarlo in una cartolina, ma rimetterne in movimento le stratificazioni attraverso la cultura.
Da qui anche una riflessione sul ruolo dell’arte in un’epoca dominata da una produzione incessante di immagini. Vedere non equivale necessariamente a guardare: lo sguardo autentico richiede tempo e attenzione. Per questo il professore ha invitato i visitatori a superare la domanda immediata “mi piace oppure non mi piace?” e a chiedersi, piuttosto, che cosa un’opera li costringa a vedere e in che modo possa modificare la loro percezione.Il movimento decisivo delle “tele in movimento” non avviene soltanto tra luoghi, linguaggi e tecnologie, ma dentro chi osserva, quando un’immagine riesce a cambiare il suo modo di guardare il mondo.
La rassegna ha visto il contributo del presidente della Pro Loco Angelo Grano, del direttore artistico Luigi Verrino e del sindaco di Cropani Raffaele Mercurio, insieme a rappresentanti delle istituzioni, del mondo culturale e artisti. Tra le iniziative collegate figuravano anche una targa dedicata a Concetta Basile, prima donna laureata del territorio, e la presentazione del libro di Angelo Grano sul parroco di Cuturella don Raffaele Piccolo. In mostra sono state esposte e animate opere di Mimmo Rotella, Giorgio de Chirico, Renato Guttuso, Luigi Verrino, Giuliano Ottaviani e altri artisti.
La riflessione di Politano trova inoltre un collegamento con la mostra monumentale dedicata a Mimmo Rotella al Complesso monumentale del San Giovanni di Catanzaro, curata da Alberto Fiz e promossa dal Comune di Catanzaro e dalla Fondazione Mimmo Rotella. L’esposizione resterà aperta fino al 7 gennaio prossimo, dal martedì alla domenica, dalle 10:30 alle 13 e dalle 17 alle 20, con ingresso gratuito.

Photo of Francesca Sabatini

Francesca Sabatini

Giornalista d’assalto e senza peli sulla lingua, Francesca sarebbe disposta davvero a tutto pur di raccontare la verità. La sua esperienza nel settore dell’audiovisivo ne fa una professionista a tutto tondo, ma è nell’elaborazione dei testi che la Sabatini dà il meglio di sé. Mente brillante al servizio di un territorio che intende “rovesciare come un calzino”, non c’è stenografo che possa tenerle testa o opinionista da salotto che possa leggere le sfumature della realtà politica locale come lei ci ha abituato a fare. Il suo sogno? Essere la prima a raccontare l’incontro con una civiltà aliena.

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