Il talento degli studenti del Mancini Tommasi conquista la Festa del Cioccolato di Cosenza

Da 23 anni l’Istituto di Istruzione Superiore Mancini Tommasi Todaro Cosentino è protagonista della Festa del Cioccolato di Cosenza, trasformando una manifestazione dedicata all’artigianato dolciario in un’occasione concreta di formazione sul campo. Anche nell’ultima edizione, decine di studenti dell’istituto hanno lavorato accanto a chef e maestri cioccolatieri, sperimentando ricette dolci e salate e mettendo alla prova competenze, creatività e capacità organizzative.
La partecipazione, coordinata dal docente chef Carmelo Fabbricatore e sostenuta dal lavoro di numerosi insegnanti e collaboratori, si è svolta sotto la nuova dirigenza di Lorenzo Ciacco. L’iniziativa ha confermato il valore di una collaborazione tra scuola e territorio che consente agli allievi di confrontarsi con il pubblico e con i ritmi reali di un’attività professionale. Organizzata da CNA Cosenza in collaborazione con Publiepa, la Festa promuove l’artigianalità e il “saper fare”, offrendo alle nuove generazioni un contatto diretto con le professioni della cucina e della pasticceria.
La formazione, in questo contesto, non si esaurisce nell’apprendimento delle ricette.Richiede tecnica, precisione, metodo, capacità di lavorare in squadra e attenzione ai tempi e alle procedure. Per questo la manifestazione si trasforma in una palestra professionale, nella quale gli studenti possono osservare esperti affermati, affiancarli durante le dimostrazioni e sperimentare nuovi abbinamenti.
Tra i professionisti coinvolti figurano Simone Loi, chef e coordinatore dei servizi ristorativi della Camera dei Deputati, il maestro cioccolatiere Conpait Mario Lanzillotta e la maître chocolatier Isabella Mascaro, ideatrice di Peccato Bruzio, cioccolatino ufficiale della Festa. Hanno partecipato anche gli chef Sandro Bevacqua, Giovanni De Luca, Federica Falsetta, Pierluigi Falsetta e Mimmo Trentinella dell’Associazione Provinciale Cuochi Cosentini, insieme ad Antonio Franzè dell’Associazione Provinciale Cuochi Catanzaresi. Un contributo è arrivato inoltre dall’Associazione Cuochi di San Giovanni in Fiore, delegazione locale della Federazione Italiana Cuochi.
Spazio anche alla cultura enologica calabrese con il seminario dell’Accademia del Magliocco. Il presidente Maurizio Rodighiero e la wine master Francesca Oliverio hanno illustrato le possibilità di abbinamento tra il cioccolato e diverse produzioni di alcune cantine regionali, presentando anche la novità del Magliocco Chinato. Un percorso che ha intrecciato sapori e tecniche, valorizzando un vitigno identitario e mostrando come l’enogastronomia possa diventare racconto del territorio.
Gli studenti hanno contribuito alle dimostrazioni con preparazioni originali. Tra queste,Calabria Noir, l’arancino al cioccolatorealizzato in équipe con il docente GianPiero Laise, le crêpes flambé al cioccolato preparate sotto la guida di Francesco Mazzotta e i tradizionali cullurielli ricoperti di cioccolato fondente, realizzati dagli allievi coordinati dallo chef Sergio Savaglia. Proposte che hanno permesso ai ragazzi di lavorare davanti a un pubblico numeroso, misurandosi con ingredienti, strumenti, tempi di servizio e presentazione del prodotto.
Accanto ai laboratori di cucina e pasticceria, sono stati coinvolti anche gli studenti dell’accoglienza turistica, guidati dalle docenti Rosanna Iozzi e Francesca Ramundo, e quelli di sala e vendita, coordinati dai docenti Giovanni Consoli, Marcello Greco e Pino Musolino. Determinante, nel lavoro quotidiano, anche il supporto degli assistenti tecnici e dei collaboratori scolastici.
Per il dirigente Lorenzo Ciacco, i 23 anni di presenza alla Festa raccontano una tradizione che guarda al futuro. «Investire sui giovani significa permettere loro di imparare facendo, di confrontarsi con i professionisti e di trovare nello studio e nella pratica gli strumenti per costruire il proprio percorso professionale», ha dichiarato, sottolineando il valore dell’incontro tra scuola, artigianato e territorio.
Il risultato più importante non è soltanto la riuscita delle singole preparazioni, ma l’opportunità offerta agli studenti di trasformare il talento in competenza.È attraverso esperienze condivise come questa che la formazione alberghiera può rafforzare il legame con il mondo del lavoro e contribuire a custodire e rinnovare il patrimonio gastronomico calabrese.




