Costume e Società

L’Associazione “Don Vincenzo Matrangolo” protagonista a Siena

Dall’Ufficio Stampa

È stata l’esperienza dell’AssociazioneDon Vincenzo Matrangolodi Acquaformosa a rappresentare uno dei modelli più significativi del sistema pubblico dell’accoglienza nel corso dell’incontro, organizzato dall’Associazione ReCoSol – Rete dei Comuni Solidali, tenutosi all’Università per Stranieri di Siena, su invito del rettore Tomaso Montanari.
Un appuntamento che ha riunito realtà provenienti da tutta Italia impegnate nei percorsi di inclusione sociale, offrendo uno spazio di confronto concreto su criticità, prospettive e buone pratiche. In questo contesto, l’Associazione ha portato l’esperienza maturata negli anni nella gestione dei progetti SAI, radicata nella tradizione di accoglienza delle comunità arbëreshe.
«A Siena – ha dichiarato il presidente Giovanni Manoccio – abbiamo fatto conoscere al rettore dell’Università per Stranieri, professor Tomaso Montanari, il sistema della buona accoglienza di ReCoSol e della nostra associazione. È stato tutto molto bello ed emozionante, soprattutto quando il professor Montanari ha ricordato di conoscere la cultura arbëreshe attraverso gli insegnamenti del compianto professor Stefano Rodotà. Un ringraziamento va a Chiara Sasso, che ha organizzato questo incontro, dal quale potrà nascere una collaborazione con l’università, e a tutti i partecipanti per il lavoro svolto nei territori marginali del Paese».
Nel corso dell’incontro, è emerso con forza il valore di quello che viene definito un “patrimonio invisibile”: una rete di esperienze che, lontano dai riflettori, costruisce ogni giorno inclusione reale, lavorando con minori non accompagnati, persone vittime di tratta e famiglie segnate da percorsi difficili.
Un passaggio particolarmente significativo è stato quello del rettore Montanari, che ha richiamato il pensiero del giurista Stefano Rodotà, sottolineando il ruolo delle comunità come presidi democratici. Un riferimento che trova una sua concreta declinazione proprio in realtà come Acquaformosa, dove l’accoglienza è parte integrante dell’identità storica e culturale.
«Le comunità arbëreshe – ha aggiunto Manoccio – ci insegnano che l’accoglienza non è un’emergenza da gestire, ma una dimensione naturale del vivere insieme. Ad Acquaformosa questo si traduce in relazioni, lavoro, integrazione vera. È un modello che può essere replicato, ma solo se sostenuto da una visione politica chiara».
A rendere ancora più denso di significato l’incontro, la presenza, all’interno dell’Università, di una targa in memoria della tragedia di Cutro, a ricordare quanto il tema dell’accoglienza non possa essere ridotto a numeri o emergenze, ma riguardi direttamente la vita delle persone.
La partecipazione a Siena rappresenta per l’AssociazioneDon Vincenzo Matrangoloun ulteriore passo in un percorso che da anni mette al centro la costruzione di comunità inclusive, nella convinzione che il sistema pubblico dell’accoglienza non sia solo una risposta possibile, ma una scelta necessaria per il futuro dei territori.

Photo of Redazione

Redazione

Redazione è il nome sotto il quale voi lettori avrete la possibilità di trovare quotidianamente aggiornamenti provenienti dagli Uffici Stampa delle Forze dell’Ordine, degli Enti Amministrativi locali e sovraordinati, delle associazioni operanti sul territorio e persino dei professionisti che sceglieranno le pagine del nostro quotidiano online per aiutarvi ad avere maggiore familiarità con gli aspetti più complessi della nostra realtà sociale. Un’interfaccia che vi aiuterà a rimanere costantemente aggiornati su ciò che vi circonda e vi darà gli strumenti per interpretare al meglio il nostro tempo così complesso.

Related Articles

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.I campi obbligatori sono contrassegnati*

Back to top button