Costume e Società

Bronzi di Riace e tradizioni popolari, due eventi celebrano identità e cultura del reggino

Dalla valorizzazione dei Bronzi di Riace alle tradizioni popolari che animano i borghi dell’area metropolitana, il mese di maggio ha offerto nel reggino due importanti occasioni di riflessione sul patrimonio culturale e identitario del territorio.
In occasione dellaGiornata Internazionale dei Musei 2026, celebrata il 18 maggio al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, si è svolto un incontro dedicato ai celebri Bronzi di Riace, con la partecipazione dell’opinionista culturale Eliana Carbone e del professor Riccardo Partinico, studioso che da anni approfondisce gli aspetti anatomici e storici delle due statue.
Nel corso dell’iniziativa è stato ribaditoil valore universale dei Bronzi di Riace come simboli di una civiltà avanzata e patrimonio dell’intera umanità, oltre che testimonianza delle radici storiche e culturali della Calabria. Partinico ha illustrato alcune delle sue ricerche, sostenendo come particolari anatomici presenti nelle statue, tra cui presunti otoematomi sulla Statua B e specifiche alterazioni scheletriche, possano fornire indicazioni sull’identità dei soggetti rappresentati.
Lo studioso ha inoltre ricordato come le analisi condotte dal CeDaD abbiano evidenziatodifferenze cronologiche e costruttive tra le due opere, datate rispettivamente al 460 e al 430 avanti Cristo, elemento che, secondo la sua interpretazione, escluderebbe l’ipotesi che facciano parte della stessa scena artistica. Partinico ha anche richiamato le numerose occasioni internazionali nelle quali ha presentato le proprie ricerche, dalGetty Museumdi Los Angeles all’Università di Losanna fino all’Ambasciata italiana di Tokyo durante le Olimpiadi.
In chiusura è stato sottolineato comela tutela del patrimonio culturale non possa limitarsi alla conservazione materiale delle opere, ma debba comprendere anche il sostegno agli studi e alla ricerca, strumenti indispensabili per approfondire la conoscenza della storia e rafforzare l’identità collettiva.
Pochi giorni dopo, il 23 e 24 maggio, il borgo di Motta San Giovanni si è trasformato in un laboratorio a cielo aperto di arte e partecipazione grazie aL’Infiorata, promossa dall’Associazione Meraki con la collaborazione della Pro Loco di Motta San Giovanni, della Pro Loco di San Salvo e di numerose altre realtà associative, in sinergia con l’Amministrazione Comunale.
L’iniziativa ha ospitato la prima tappa dell’Infiorata a uncinetto itinerante 2026, richiamando cittadini e visitatori tra pannelli floreali, installazioni artistiche, musica e stand gastronomici. Durante il taglio del nastro erano presenti il sindaco Giovanni Verduci, l’assessore alla Cultura Enza Mallamaci, la presidente dell’Associazione Meraki Michela Anghelone ed Eliana Carbone.
Nel corso degli interventi è stato evidenziato come la manifestazione abbia avuto il merito dicoinvolgere e unire le diverse realtà territoriali di Motta San Giovanni, Lazzaro e Serro Valanidi, rafforzando il senso di appartenenza della comunità. Particolare attenzione è stata dedicata al pannello raffigurante lo stemma comunale, nel quale fiori, quercia, alloro e la caratteristica pietra di Motta sono stati utilizzati come simboli rappresentativi delle varie anime del territorio.
La presidente Anghelone ha ricordato che la preparazione dell’evento è iniziata già nel dicembre 2025 e ha richiesto mesi di lavoro da parte delle volontarie impegnate nella realizzazione dei pannelli all’uncinetto, trasformando il progetto in un’occasione di socialità e condivisione.
Arte, tradizione, partecipazione e valorizzazione dell’identità localehanno rappresentato il filo conduttore della manifestazione, arricchita anche dalle mostre realizzate dagli studenti del Polo Tecnico ProfessionaleRighi-Boccioni-Fermie dall’associazione ODVInholtre. Un’iniziativa che ha confermato come la cultura possa diventare uno strumento di coesione sociale e promozione del territorio, capace di coinvolgere istituzioni, associazioni e cittadini in un percorso comune di crescita e valorizzazione delle proprie radici.

Photo of Francesca Sabatini

Francesca Sabatini

Giornalista d’assalto e senza peli sulla lingua, Francesca sarebbe disposta davvero a tutto pur di raccontare la verità. La sua esperienza nel settore dell’audiovisivo ne fa una professionista a tutto tondo, ma è nell’elaborazione dei testi che la Sabatini dà il meglio di sé. Mente brillante al servizio di un territorio che intende “rovesciare come un calzino”, non c’è stenografo che possa tenerle testa o opinionista da salotto che possa leggere le sfumature della realtà politica locale come lei ci ha abituato a fare. Il suo sogno? Essere la prima a raccontare l’incontro con una civiltà aliena.

Related Articles

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.I campi obbligatori sono contrassegnati*

Back to top button