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A Palmi in scena una rilettura sorprendente e visionaria della commedia di Aristofane

Dall’Ufficio Stampa

Oggi, mercoledì 12 Agosto alle ore 21:30, nella suggestiva location del Parco Archeologico dei Tauriani di Palmi (RC), andrà in scena il visionario spettacoloUccelli o della città sognata, rielaborazione contemporanea della rivoluzionaria commediaGli Uccellidi Aristofane.
Lo spettacolo, uno dei lavori cult di ricerca della compagnia teatrale di innovazione Officine Jonike Arti, parte dalla classica e rivoluzionaria commedia di Aristofane per approdare tra illusioni e disincanti a una dimensione contemporanea, onirica e apocalittica, sostenuta dall’originale e surreale drammaturgia di Maria Milasi e dall’immaginifica regia di Americo Melchionda.
In scena un cast d’eccezione restituisce i protagonisti della pièce incarnando gli emarginati di ogni tempo. Senza tradire lo stile favolistico dell’opera, Kristina Mravcova, nel ruolo di Louise, Maria Milasi, nel ruolo di Thelma, e Americo Melchionda, nel ruolo dell’Upupa, diventano “profughi” di scenari apocalittici stanziati al centro di uno “snodo migratorio perenne”. Una Civetta, testimone-coro di un mondo alla deriva, resa dalla cantante Thekla Demarco, avvolge con le sue ali i tre personaggi alla ricerca dell’utopica “città sognata” dentro la scenografia della giovane Francesca Nocito.
I due Personaggi di Aristofane, Pisetero e Evèlpide, diventano due donne, Thelma e Louise; il gracchio e la cornacchia che in Aristofane guidano i due protagonisti alla ricerca dell’Upupa, diventano due navigatori satellitari sincronizzati sul volo migratorio degli uccelli, venduti alle donne alla frontiera da un disonesto trafficante; il coro degli Uccelli di Aristofane diventa una Civetta che si erge con le sue ali per tutta la durata della pièce. Thelma e Louise si sono conosciute per caso, Thelma sfrecciava con il suo bolide, Louise con il suo monopattino da sfigata. Sono l’una l’opposto dell’altra, ma non si sono più separate, chissà poi perché; hanno deciso di chiamarsi così dopo aver visto in un vecchio cinema anni ottanta il filmThelma e Louise, chissà poi perché. Louise è un’attivista dei diritti umani, Thelma un’imprenditrice rovinata: “La vita a volte non va come speri”. Le due donne decidono di fuggire alla ricerca di una nuova città che possa accoglierle. Louise ha sentito dell’esistenza della Città Sognata. Cercano l’Upupa, che vive tra il popolo degli Uccelli. Qualcuno ha detto che forse l’Upupa sa della città sognata, una città libera da confini, priva di conflitti e guerre. Ma davvero l’Upupa conosce questa città? E chi è davvero l’Upupa? È davvero il re del popolo degli Uccelli, Tereo, uno di quei miti osceni nato per esorcizzare la brutalità degli uomini che narra di un re della Tracia trasformato in Uccello dagli Dei? E il popolo degli Uccelli accoglierà le due donne? Thelma ha un’idea: fondare con il popolo degli uccelli la città sognata! È possibile? Verranno dunque eretti nuovi confini? Si può davvero chiudere il cielo, fondare una città nell’etere? E non c’è il rischio che anche nella nuova città la sopraffazione del potere di qualcuno possa prendere il sopravvento?
Lo spettacolo Uccelli o della città sognata, dalle connotazioni surreali, decodifica lo stile favolistico del viaggio avventuroso di Aristofane sviluppato in commedia grottesca, ma anche la disillusione di poter fondare una città ideale che amaramente rimane un’utopia.

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