Cinquefrondi: la solidarietà a Michele Galimi dopo l’intimidazione alla moglie

Un coro di solidarietà e una richiesta condivisa di fare piena luce sull’accaduto accompagnano la notizia dell’atto intimidatorio che, secondo quanto riferito, ha interessato l’auto della moglie di Michele Galimi, consigliere comunale ed ex sindaco di Cinquefrondi. Alla famiglia sono giunti messaggi di vicinanza dal sindaco Michele Conia e dal gruppo politicoRinascita per Cinquefrondi, dal consigliere regionale delPartito DemocraticoGiuseppe Falcomatà e dall’associazione ADDA.
Conia ha espresso, a nome dell’Amministrazione comunale e del gruppo politico, «solidarietà totale, incondizionata e senza riserve» alla famiglia Galimi, definendo ogni minaccia o intimidazione un attacco non soltanto alla persona coinvolta, ma anche al Consiglio comunale, alla comunità e ai valori democratici. Il sindaco ha ribadito il rifiuto di ogni logica criminale e la fiducia nella Magistratura e nelle Forze dell’ordine, con le quali l’ente assicura di mantenere un rapporto di collaborazione. Conia ha riferito di essersi confrontato con il comandante della locale Stazione dei Carabinieri, nel rispetto del segreto istruttorio, e ha invitato a evitare ricostruzioni premature sulle possibili motivazioni del gesto.
L’Amministrazione chiede a chiunque disponga di elementi utili di rivolgersi direttamente agli investigatori. In particolare, l’appello è rivolto ai residenti della zona interessata, descritta come più defilata rispetto al centro, affinché mettano a disposizione eventuali informazioni o registrazioni dei sistemi di videosorveglianza privati.Se le indagini individueranno i responsabili, il Comune annuncia che si costituirà parte civile nel processo, richiamando i principi di legalità che, afferma, sono stati introdotti anche nello Statuto comunale.
Nel suo intervento, Conia ha inoltre riferito di aver dato disponibilità a un’iniziativa congiunta dopo essere stato contattato dai consiglieri di minoranza Lucia Alì e Aldo Polisena, prendendo poi atto della loro scelta di procedere autonomamente. Il messaggio conclusivo del sindaco è rivolto alla famiglia Galimi e all’intera comunità, con la riaffermazione dell’impegno delle istituzioni a contrastare ogni forma di sopraffazione.
La vicenda ha suscitato anche la reazione di Giuseppe Falcomatà, consigliere regionale del PD, che ha espresso vicinanza a Galimi e ai suoi famigliari, definendo l’episodio un gesto «vile e ignobile» che non deve essere sottovalutato. Falcomatà ha auspicato che le autorità competenti possano chiarire rapidamente quanto accaduto e individuare i responsabili, sottolineando cheogni amministratore deve poter esercitare liberamente il proprio mandato, senza minacce né condizionamenti. Ha ricordato il percorso politico e istituzionale di Galimi, già sindaco di Cinquefrondi e figura di riferimento del PD nella Piana di Gioia Tauro, ribadendo la solidarietà della comunità democratica.
Una ferma condanna è arrivata anche dall’associazione ADDA. Il presidente Vito Crea ha richiamato il rapporto di amicizia che lo lega a Galimi da trent’anni e ne ha ricordato l’impegno politico e civile, anche quando maturato da posizioni differenti. Crea ha inoltre sottolineato il sostegno offerto dall’ex sindaco alle iniziative dell’associazione in favore dei diritti delle persone autistiche, mettendo a disposizione esperienza e relazioni istituzionali.«Michele Galimi e la sua famiglia meritano il massimo rispetto», afferma ADDA, che invita il consigliere a proseguire il proprio impegno senza lasciarsi intimidire e manifesta fiducia nel lavoro delle Forze dell’ordine.
Dalle diverse prese di posizione emerge la richiesta unanime di accertare i fatti attraverso le indagini, individuare eventuali responsabili e tutelare la possibilità di svolgere l’attività politica e civile senza intimidazioni.
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