CalabroPartenopi, Napoli e Calabria riscoprono cinque secoli di storia condivisa

Il legame tra Napoli e la Calabria attraversa secoli di scambi culturali, artistici e spirituali. Da questa consapevolezza prende avvioCalabroPartenopi – La storia che viene da lontano, il progetto ideato e diretto dai giornalisti Roberto Messina e Carmelo Lentino, presentato al Conservatorio San Pietro a Majella nel 160º anniversario della nascita di Francesco Cilea.
La giornata del 24 ottobre ha riunito studiosi e musicisti, articolandosi in tre momenti: il concerto dell’Orchestra Filarmonica della Calabria diretta da Filippo Arlia, il forum sulla presenza calabrese nella cultura napoletana e la prima consegna del Premio CalabroPartenopi. Proprio al San Pietro a Majella Cilea si formò e divenne in seguito direttore.
Nella gremita Sala Scarlatti, l’Orchestra Filarmonica della Calabria ha riportato l’attenzione su una parte meno conosciuta della produzione del compositore palmese, noto per le opere liriche. Il programma ha proposto ilConcerto in re maggiore per violoncello e archidi Leonardo Leo, nell’arrangiamento di Cilea, laPiccola Suitee laSuite in mi maggiore per violino e orchestra, con Francesco Mariozzi al violoncello e Sergio Messina al violino. Il concerto ha valorizzato anche la collaborazione con il ConservatorioSaverio Arliadi Catanzaro-Nocera Terinese.
Il forumFrancesco Cilea e i calabresi a Napoli: una lunga tradizione, nell’ambito del convegno internazionaleI compositori a Napoli nel Novecento, ha ripercorso una presenza che, come ha ricordato Roberto Messina, si estende per cinque secoli e riguarda musica, architettura, arti figurative, istituzioni e spiritualità. Tra i protagonisti citati figurano Marcello Fossataro, fondatore del Conservatorio dei Poveri di Gesù Cristo, Giovanni Donadio detto il Mormando, Leonardo Vinci, Nicola Antonio Manfroce, Paolo Serrao, Alfonso Rendano, Alessandro Longo, Francesco Florimo, Saverio Mattei e Francesco Cilea. Richiamato anche Vincenzo Scaramuzza, fondatore in Argentina di una scuola pianistica frequentata da Marta Argerich.
La ricostruzione ha restituito l’immagine di una Calabria non spettatrice, ma parte attiva nella crescita culturale di Napoli.Lo testimoniano il contributo di Francesco Florimo alla biblioteca del Conservatorio, l’impegno di Cilea per il Museo storico musicale. Nel chiostro si trova anche la statua di Beethoven realizzata dallo scultore di Polistena Francesco Jerace.
La prima edizione del Premio CalabroPartenopi ha riconosciuto personalità e realtà impegnate a mantenere vivo questo legame. Il riconoscimento è stato assegnato alcardinale Domenico Battaglia, arcivescovo di Napoli e originario di Satriano, nel Catanzarese, per il ministero pastorale e l’attenzione rivolta ai poveri e agli emarginati. Per la sezione musicale sono stati premiati il violinista catanzareseSergio Messina, diplomato al San Pietro a Majella e protagonista di una carriera internazionale, e il violoncellista cosentinoFausto Castiglione, docente al ConservatorioSaverio Arlia. Il Premio alle Istituzioni è andato allaCittà di Palmi, patria di Cilea e di Nicola Antonio Manfroce, e per la memoria dei due compositori custodita nel museo della Casa della CulturaLeonida Rèpaci.
L’obiettivo è trasformare questa memoria in un’iniziativa culturale stabile e condivisa.CalabroPartenopi intende superare la celebrazione di un singolo anniversario, configurandosi come laboratorio permanente e festival diffuso tra Napoli e Calabria. Il programma spazierà dalla musica all’arte, dalla letteratura alla scienza, fino alle tradizioni popolari e all’emigrazione, con concerti, mostre, pubblicazioni e attività formative.
Tra i progetti annunciati figura unArchivio digitale della memoria calabro-partenopea, destinato a raccogliere biografie, documenti, fotografie, opere e testimonianze, insieme a iniziative rivolte alle nuove generazioni.
“La memoria non è soltanto nostalgia: è identità, responsabilità, progetto”, hanno dichiarato Messina e Lentino.Il debutto al San Pietro a Majella, dove Cilea si formò e svolse una parte importante della propria attività, ha conferito all’iniziativa un valore particolare.Da Napoli prende così avvio un percorso che vuole trasformare una storia secolare in una risorsa viva, capace di generare nuove relazioni e guardare al futuro.




