Tilde Minasi tra nuova 106, proteste degli autotrasportatori e sicurezza

Dalla nuova Statale 106 alle tensioni legate ai blocchi degli autotrasportatori, passando per il rafforzamento della Polizia Locale di Reggio Calabria e una testimonianza di resilienza portata in Senato. Sono i temi affrontati negli ultimi giorni dalla senatrice reggina della Lega Tilde Minasi.
Tra le questioni di maggiore rilievo per la Calabria c’è la conclusione del dibattito pubblico e la consegna della relazione finale sui quattro tracciati della nuova Statale 106 nel tratto tra Reggio Calabria e Catanzaro. Minasi ha accolto con«enorme soddisfazione»questo passaggio, definendolo un avanzamento decisivo per un’opera attesa da decenni e attribuendo al ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini il merito di averne accelerato l’iter. Ha sottolineato le ricadute attese sulla sicurezza stradale e sulla riduzione dei tempi di percorrenza tra i due capoluoghi.
Nella sua analisi, la nuova infrastruttura avrebbe anche una funzione strategica per lo sviluppo economico e turistico della fascia ionica reggina. Minasi ha richiamato le opportunità occupazionali legate ai cantieri e all’indotto, indicando in particolare la Locride, il Basso Ionio e l’Area Grecanica come territori che potrebbero beneficiare di collegamenti più efficienti. L’obiettivo, ha sostenuto, èsuperare l’isolamento infrastrutturale e rendere più accessibili le risorse naturalistiche, storiche e culturali, favorendo le imprese e la loro competitività. Minasi ha assicurato che continuerà a seguire l’iter.
Sul fronte dell’autotrasporto, Minasi ha invece rivoltoun appello a non proseguire con i blocchi stradali, pur dichiarando vicinanza alle difficoltà economiche dei lavoratori. Secondo la senatrice, il ministro Salvini avrebbe aperto un confronto anche con le piccole imprese e gli operatori autonomi, ottenendo insieme al ministero dell’Economia lo sblocco dei contributi e la proroga del credito d’imposta per settembre e ottobre, cedibile e destinato a compensare i rincari del carburante, citando l’incontro del 27 ottobre come segnale della possibilità di proseguire il dialogo.
La prosecuzione dei blocchi, ha avvertito, rischierebbe di trasformare la protesta inuna “guerra tra poveri”, con conseguenze su produttori, agricoltori, pescatori, pendolari e agenti di commercio. Ha richiamato il rischio di deterioramento dei prodotti ortofrutticoli, le difficoltà nei rifornimenti e i disagi per i lavoratori. Da qui la distinzione tra il diritto di manifestare e il danneggiamento delle attività altrui, con la richiesta di fermare i presidi e tornare al confronto. Minasi ha annunciato che seguirà personalmente l’attuazione degli impegni assunti dal Governo.
Un altro intervento riguarda la decisione della Giunta comunale di Reggio Calabria, guidata dal sindaco Francesco Cannizzaro, di modificare il Piano integrato di attività e organizzazione per avviarela stabilizzazione di otto agenti della Polizia Localee rafforzare la macchina amministrativa. Minasi ha espresso apprezzamento per la scelta, proposta dall’assessore al Personale Antonino Maiolino, definendola un riconoscimento della professionalità degli agenti e un investimento sul presidio del territorio. Per la senatrice, la stabilizzazione rafforzerà il presidio della legalità e il potenziamento degli uffici renderà più efficiente l’azione amministrativa.
Infine, Minasi ha promosso in Senato la presentazione diMai arrendersi, libro del colonnello Carlo Calcagni, già appartenente all’Esercito e oggi vittima del dovere e mutilato in servizio, che ha continuato a distinguersi anche in ambito sportivo nonostante la malattia. All’iniziativa ha partecipato l’ex ministra della Difesa Elisabetta Trenta. L’incontro, ospitato nella sala Caduti di Nassiriya, è stato un’occasione per riflettere sulla resilienza e sul dovere delle istituzioni di non lasciare sole le persone che hanno servito lo Stato.
Calcagni ha spiegato che il libro non nasce dalla volontà di suscitare compassione, ma dal desiderio di trasformare la propria esperienza in un sostegno per chi soffre e non riesce a far sentire la propria voce.«Non chiedo privilegi, chiedo giustizia, rispetto e dignità», ha affermato, indicando nella possibilità di dare voce agli altri la ragione più profonda della sua testimonianza. Minasi ha voluto portare la sua storia nella sede parlamentare soprattutto per raggiungere i più giovani e ricordare che, anche nelle prove più difficili, determinazione e sostegno delle istituzioni possono fare la differenza.




