Costume e Società

Ospedale di Locri: una lettera di gratitudine per Oncologia e Cardiologia

Non soltanto cure e competenze professionali, ma anche ascolto, disponibilità e vicinanza umana. È questo il messaggio che emerge dalla lettera aperta inviata nei giorni scorsi alla Direzione dell’ospedale di Locri da un paziente che ha voluto rendere pubblica la propria riconoscenza nei confronti dei reparti di Oncologia e Cardiologia, raccontando un’esperienza di assistenza vissuta in un momento particolarmente delicato della propria vita.
Una testimonianza che, senza nascondere le difficoltà che accompagnano un percorso di malattia, sceglie di mettere in luce il valore delle professionalità e delle relazioni umane che possono fare la differenza nell’esperienza di chi si affida alle cure di una struttura sanitaria.“Non si ha bisogno soltanto di cure e competenze professionali, ma anche di parole di conforto, di ascolto e di quella vicinanza umana che aiuta a trovare la forza per affrontare ogni giorno con maggiore serenità”, scrive il paziente, sintetizzando il significato più profondo del proprio ringraziamento.
Un riconoscimento particolare viene rivolto alla dottoressaFabiola Rizzuto, responsabile dell’Unità operativa di Oncologia, della quale il firmatario sottolinea la competenza, la disponibilità e la sensibilità dimostrate nel rapporto con i pazienti. Nella lettera viene apprezzata soprattutto la capacità di coniugare il rigore professionale con l’attenzione alla dimensione personale della malattia, facendo sentire ogni persona accolta e seguita con cura.
Parole altrettanto riconoscenti sono dedicate al dottorVittorio Aspromonte, primario del reparto di Cardiologia, e alla sua équipe, elogiati per l’elevata professionalità e per la capacità di instaurare un rapporto umano e rassicurante con chi attraversa una condizione di fragilità. Due reparti che, nell’esperienza raccontata dal paziente, hanno saputo rappresentare non soltanto un riferimento sanitario, ma anche un sostegno importante sul piano umano.
Il ringraziamento non si limita tuttavia ai responsabili delle due unità operative. Il paziente lo estende a tutto il personale medico, infermieristico, socio-sanitario e amministrativo, riconoscendola dedizione, il sacrificio e lo spirito di servizio di donne e uomini che ogni giorno contribuiscono al funzionamento della sanità pubblica.
La lettera contiene anche una riflessione sul modo in cui viene raccontata la realtà ospedaliera. “Spesso si parla degli ospedali soltanto quando emergono criticità”, osserva l’autore, rivendicando l’importanza di dare spazio anche alle esperienze positive, capaci di restituire fiducia nelle istituzioni e in quanti vi lavorano quotidianamente con passione e senso di responsabilità.
Un messaggio che assume un significato particolare in un territorio nel quale la sanità pubblica è da tempo al centro di preoccupazioni e richieste di miglioramento. Senza negare i problemi che interessano il sistema sanitario, la testimonianza richiama l’attenzione sul patrimonio di competenze e professionalità che opera all’interno dell’ospedale di Locri e che merita di essere riconosciuto e valorizzato.
“Mi hanno fatto sentire una persona e non semplicemente un paziente”, scrive in conclusione il firmatario, riassumendo in poche parole il senso della propria esperienza. La lettera, sottoscritta semplicemente da “Mario, un paziente riconoscente”, restituisce così uno spaccato di sanità vissuta attraverso la relazione tra chi ha bisogno di assistenza e chi, ogni giorno, è chiamato a offrirla. Un riconoscimento pubblico che, al di là delle singole vicende, ricorda quanto professionalità e umanità siano dimensioni inscindibili di un servizio sanitario realmente vicino ai cittadini.

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Umberto Landi

Dotato di abilità ai limiti del sovrumano, Umberto appartiene a quella nuovissima categoria di supergiornalisti che sanno farsi notare poco ma sono in grado di produrre tantissimo. La sua capacità di osservazione e la sua rapidità nel produrre testi interessanti ed efficaci è straordinaria, tanto che c’è persino chi è pronto a giurare che sia il frutto di un segretissimo esperimento di bioingegneria. Di poche parole, ha deciso di mettere le proprie capacità al servizio del territorio, senza mai giudicare ma sempre pronto a stimolare le riflessioni degli altri.

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