
DiGiuseppe Pellegrino
In questo clima soffocante, dominato dalla legge del più forte e dalle incursioni, il piccolo Giovanni Dionigi non aveva ancora compiuto dieci anni quando la sua vita incrociò la voce tonante di don Antonio. Tra le mura della chiesa di Castrum Hannibalis, il prete tuonò ferocemente contro i rinnegati che abbracciavano la fede islamica solo per cupidigia.
«Questi renegados– urlava don Antonio, –sono doppiamente colpevoli, perché loro hanno avuto il dono di conoscere il vero Dio e, pur sapendo della vera fede, la rinnegano per cupidigia, per paura soprattutto. Non bisogna avere paura dei pirati barbereschi. Anche se vi cattureranno, vi tortureranno, dovete sapere che Dio vi guarda, Dio è con voi. Dovete morire con il sorriso sulle labbra, perché non morirete veramente, ma lascerete solo le vostre spoglie mortali e le vostre sofferenze vi garantiranno in Paradiso la vita eterna.»
«Voi non dovete avere paura– concluse don Antonio, –perché Dio è con voi. Dio vi guarda e vi tutela. Quando sentirete la campana suonare a morto, ricordatevi che forse qualcuno è passato nelle braccia di Dio, ma forse è Dio che vi avvisa che il Turco pirata sta derubando la vostra casa, sta derubando la nostra gente, e vuole, soprattutto, rubare la vostra anima. Allora, nascondetevi e se non fate in tempo, cercate di colpire a morte il Turco che vi è più vicino. Senza paura, siate la spada di Dio.»




