La Memoria ogni giorno: un appello a non dimenticare

DiGreta Panetta – studentessa del Liceo Classico Ivo Oliveti di Locri
Il27 gennaiodi quest’anno è ricorso l’80º anniversario dalla liberazione di Auschwitz. Da New York a Roma, sono state tante le iniziative in programma, che includevano mostre, spettacoli e proiezioni per mantenere viva lamemoria della Shoah. Eppure, da tanti anni a questa parte c’è chi dimentica o addirittura ignora gli insegnamenti che questo evento ci ha tramandato. Questo giorno, infatti, non è solo un’occasione per onorare lamemoria di chi ha subito atroci sofferenze nei campi di sterminio nazisti, ma è anche un’opportunità pereducare le nuove generazionisui pericoli del razzismo, dell’antisemitismo e di tutte le forme di odio. Le atrocità del passato, come quelle attuate dai regimi totalitari durante laSeconda Guerra Mondiale, non sono fenomeni isolati e dimenticati, ma riflettono dinamiche diintolleranzache possono riemergere anche in contesti attuali. Lamemoria storicadeve essere quindi uno strumento che ci permetta di comprendere il presente e di ostacolare tutte le forme di odio che in esso si possano presentare.
Sebbene le atrocità dell’Olocausto siano un capitolo di storia ormai assodato, ilrazzismoe laxenofobiarimangono sfide irrisolte e persistenti in ancora molti Paesi. Infatti l’odio verso l’altro, continua a manifestarsi sotto forme nuove e diverse da quelle del passato ma ancora pericolose. Le guerre, le differenti crisi economiche e soprattutto i grandi fenomeni migratori, hanno spesso alimentato divisioni sociali e la paura del “diverso”, per non parlare del ruolo che hanno la politica e i suoi rappresentanti. Infatti, mentre nel mondo si parla dilibertà, uguaglianza e rispetto reciprococi sono ancora Paesi che scordano l’importanza di questi valori, un caso rappresentativo è quello degliStati Uniti, che a poche settimane dalla rielezione del PresidenteDonald Trump, fa sapere della creazione di veri e propricampi di detenzione per gli immigratiche hanno regolarizzato la propria posizione. Lo stesso presidente, del resto, ha considerato più volte i migranti come «persone che avvelenano il sangue del nostro Paese», frase dalla quale si intuisce quanto ancora il mondo sia governato daipregiudizi.
Un’altra data molto importante per il nostro Paese, è quella del10 febbraio, in occasione della quale si celebra ilgiorno del ricordo, per commemorare l’esodo istriano e l’orrore delle foibe. La ricorrenza del10 febbraioè dedicata alla memoria di queste vittime, nel tentativo di fare luce su un capitolo spesso trascurato del Novecento, con l’intento di sensibilizzare le nuove generazioni sul significato e sull’impatto che hanno eventi simili.
Sentendo alcune notizie oggi sembra infatti impossibile, soprattutto per noi giovani, che le pagine distorianon abbiano lasciato nulla alle nuove generazioni o addirittura a quelle passate, che hanno vissuto in prima persona i fatti più tragici derivanti dalle guerre, e comunque non sentono il bisogno di ricordarli al mondo. Mi chiedo dunque se un giorno, in futuro, le persone si impegneranno a ricordare i fatti che hanno segnato la storia dell’umanità oppure, al contrario, decideranno di continuare ad essere acciecati dall’infondato bisogno dipotere e grandezza. Credo quindi che, prendendo a prestito le parole utilizzate dalPresidente della Repubblica Sergio Mattarella, oggi più che mai sia necessario avere ilcoraggio, la forza e la determinazionedispezzare le catene dell’odio, perché diversamente non ci sarà maipace e sicurezza per nessuno.




