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La Metrocity omaggia Giovanni Scambia e annuncia la partecipazione al Salone del Libro di Torino

La Città Metropolitana di Reggio Calabria rende omaggio alla memoria del professore Giovanni Scambia, luminare in campo ginecologico oncologico, e annuncia la sua presenza al Salone Internazionale del Libro di Torino 2025, riaffermando il proprio impegno nella valorizzazione della cultura e della conoscenza.

Il cordoglio per la scomparsa del professor Giovanni Scambia

«A nome mio e della Città Metropolitana di Reggio Calabria, esprimo il più profondo cordoglio per la scomparsa del professore Giovanni Scambia, illustre medico in campo ginecologico oncologico, figlio illustre della nostra terra calabrese, in grado di dare speranza a moltissime persone». Così il sindaco metropolitano di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, ha ricordato la figura di Scambia, sottolineandone il valore umano e professionale.
«Le sue competenze professionali e umane lo hanno fatto apprezzare in tutto il mondo, contribuendo a sconfiggere molti mali delle donne. La sua carriera da medico rappresenta quanto di meglio la nostra Calabria possa offrire alla comunità sanitaria italiana e mondiale. Alla sua famiglia vada la vicinanza della nostra comunità». Un tributo sentito a un uomo che ha saputo rappresentare con onore la propria terra nel panorama medico internazionale.

La Città Metropolitana al Salone del Libro di Torino 2025

Parallelamente, la Città Metropolitana guarda al futuro con la sua partecipazione al Salone Internazionale del Libro di Torino, in programma dal 15 al 19 maggio. Palazzo Alvaro ha pubblicato un avviso per verificare l’interesse di cinque case editrici e/o associazioni culturali a prendere parte alla manifestazione. La scadenza per la presentazione delle domande è fissata al 7 marzo.
«Il Salone del Libro di Torino rappresenta uno dei principali eventi su cui la Città Metropolitana, su indirizzo del sindaco Giuseppe Falcomatà, punta per valorizzare ulteriormente il patrimonio culturale del nostro territorio», ha dichiarato il consigliere metropolitano delegato alla Cultura, Filippo Quartuccio.
Attraverso il settore Cultura, la Città Metropolitana allestirà cinque postazioni all’interno dello Stand istituzionale, assegnate prioritariamente alle case editrici. Nel caso di domande inferiori a cinque, gli spazi residui saranno destinati alle associazioni culturali.
«Questo appuntamento è sempre un momento di grande confronto e stimolo per tutti noi, in un contesto internazionale all’interno del quale i nostri scrittori, case editrici e associazioni culturali possono esprimere il meglio delle produzioni letterarie», ha aggiunto Quartuccio, sottolineando come l’iniziativa rientri nella strategia di promozione culturale avviata dal sindaco Falcomatà.
Un percorso che si inserisce nell’ambiziosa sfida per l’assegnazione del titolo di Capitale della Cultura 2027, obiettivo che la Città Metropolitana intende raggiungere con un forte impegno nella valorizzazione del patrimonio artistico e letterario.
Le domande di partecipazione devono essere inviate entro il 7 marzo tramite PEC all’indirizzo protocollo@pec.cittametropolitana.rc.it.

Il futuro della Città Metropolitana

Tra la memoria di un grande uomo di scienza e la promozione della cultura, la Città Metropolitana dimostra ancora una volta di voler guardare al futuro con determinazione. L’eredità di Giovanni Scambia e l’entusiasmo per il Salone del Libro rappresentano due facce di una stessa medaglia: il desiderio di crescita e affermazione della nostra terra, tra eccellenza scientifica e fermento culturale.

Umberto Landi

Dotato di abilità ai limiti del sovrumano, Umberto appartiene a quella nuovissima categoria di supergiornalisti che sanno farsi notare poco ma sono in grado di produrre tantissimo. La sua capacità di osservazione e la sua rapidità nel produrre testi interessanti ed efficaci è straordinaria, tanto che c’è persino chi è pronto a giurare che sia il frutto di un segretissimo esperimento di bioingegneria. Di poche parole, ha deciso di mettere le proprie capacità al servizio del territorio, senza mai giudicare ma sempre pronto a stimolare le riflessioni degli altri.

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