Costume e SocietàSpettacolo

Spett-Attori: il teatro come cura e rinascita

Dall’APS Urbana

Un laboratorio di teatro per crescere, conoscersi meglio e imparare a costruire relazioni positive. È questo il cuore di Spett-Attori, il nuovo progetto che ha preso il via ad agosto e che coinvolge tre comunità terapeutiche della provincia di Cosenza: Regina Pacis (Torano Castello), L’Ulivo (Tortora Marina) ed Eden – Il Delfino (Castiglione Cosentino).
Il progetto, condotto dall’Associazione Urbana APS, è stato aggiudicato tramite procedura di gara MEPA e durerà fino a novembre. Prevede la realizzazione di quattro laboratori teatrali, per un totale di 200 ore di attività.
L’Associazione Urbana APS, promotrice del progetto, è attiva a livello nazionale e internazionale con attività in ambito culturale, sociale ed educativo. Negli anni ha realizzato numerosi progetti di teatro sociale, educazione emotiva e clownerie, ponendo al centro la missione di rendere i linguaggi della cultura strumenti di inclusione e benessere, soprattutto nei contesti più fragili.
A guidare i percorsi saranno tre esperti conduttori: Francesca Pieri, Santo Nicito e Gianluigi Montagnaro, che accompagneranno i partecipanti in un viaggio di scoperta e crescita personale.
Ogni laboratorio sarà finalizzato al rafforzamento delle capacità personali, con particolare attenzione alla costruzione intenzionale di relazioni positive con un impatto non solo all’interno delle comunità, ma anche nel contesto territoriale.
Le attività seguiranno tre fasi principali:
Formazione del gruppo, favorendo interazione e collaborazione; Co-costruzione dei ruoli e delle attività da svolgere; Laboratori pratici su movimento, improvvisazione, lettura, interpretazione e scrittura condivisa di un testo teatrale.
Alla base del progetto c’è l’approccio del teatro sociale, uno spazio libero dove sperimentare, creare, sbagliare senza giudizio, valorizzando corpo, emozioni e pensieri.
Il percorso sarà arricchito da strumenti innovativi:

  • Educazione emotiva, per imparare a riconoscere e gestire le emozioni;
  • Fallimento come punto di partenza, per trasformare l’errore in risorsa;
  • Clownerie, come linguaggio educativo per abbattere barriere e valorizzare fragilità.

Un ulteriore momento importante sarà quello della restituzione finale, attraverso la condivisione delle esperienze vissute nei laboratori, in un clima protetto e accogliente.I laboratori sono rivolti a soggetti con dipendenza patologica inseriti in programmi terapeutici comunitari, molti dei quali in misura alternativa alla detenzione e seguiti dall’UEPE di Cosenza.
Con Spett-Attori il teatro diventa non solo arte, ma anche cura, educazione ed emancipazione, offrendo ai partecipanti la possibilità di riscoprirsi, raccontarsi e ritrovare, insieme, una nuova strada.

Redazione

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