Il COA Roma: no agli sportelli di consulenza delle farmacie comunali
Riceviamo e pubblichiamo

Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati reagisce alla prospettiva che siano aperti sportelli di consulenza legale, amministrativa e in materia di immigrazione nei locali delle farmacie comunali.
Questa non condivisibile ipotesi è contenuta nella delibera avente ad oggetto le Linee Guida e Piano programma e budget economico triennale, propedeutico alla stipula di nuovo contratto di servizio per le farmacie comunali.
Il Consiglio ha subito reagito inoltrando al Sindaco e alle altre autorità coinvolte la richiesta di cassare questa previsione, tanto per fini di tutela della qualità dei servizi da rendersi della cittadinanza, quanto per doverosa tutela dell’immagine di tutti gli Avvocati.
Offrire servizi di tal genere a prezzi ribassati, senza tutela della riservatezza e tramite di sportelli all’interno di attività commerciali (quali sono le farmacie) danneggia, in primis, proprio i cittadini e i consumatori, privando loro della competenza e della preparazione che noi Avvocati assicuriamo, con il rispetto delle nostre norme deontologiche che “sono essenziali per la realizzazione e la tutela dell’affidamento della collettività e della clientela, della correttezza dei comportamenti, della qualità ed efficacia della prestazione professionale.”
Peraltro, attività svolte in tale maniera ledono irrimediabilmente l’immagine della nostra categoria, sviluppando manifestazioni di disdoro della professione forense e, contestualmente, fenomeni di incontrollato accaparramento della clientela da parte di identità che sono del tutto svincolate dal rispetto di qualsiasi obbligo deontologico o di verifica di competenze specifiche.




