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Riace, sospeso il Consiglio comunale. Oliverio denuncia un abuso, Minasi attacca Lucano

Si chiude, almeno sul piano politico-amministrativo, l’esperienza della Giunta guidata da Mimmo Lucano a Riace. La Prefettura di Reggio Calabria ha disposto la sospensione del Consiglio comunale e avviato la procedura per il suo scioglimento, affidando la gestione provvisoria dell’ente alla viceprefetta aggiunta Sara Ferri, nominata commissaria con i poteri del Consiglio, della Giunta e del sindaco. A supportarla sarà Irene Vittoria Calabrò, funzionaria amministrativa della Prefettura, designata subcommissaria. Il provvedimento, firmato dalla prefetta Clara Vaccaro, è stato adottato dopo la mancata approvazione degli atti necessari alla verifica e alla salvaguardia degli equilibri di bilancio per il 2026. Il termine previsto era il 31 luglio e, secondo quanto riportato dalla Prefettura, il Comune non avrebbe adempiuto neppure dopo una formale diffida. Già il 16 settembre era stato nominato un commissario ad acta per sbloccare la procedura, ma l’istruttoria aveva rilevato l’impossibilità di certificare il mantenimento degli equilibri finanziari e l’assenza dei presupposti tecnico-contabili per adottare le misure correttive. La mancata adozione dei provvedimenti ha quindi determinato l’avvio del percorso di scioglimento.
La decisione prefettizia arriva in un clima di forte contrapposizione. Nei giorni precedenti Mimmo Lucano aveva contestato le criticità di bilancio richiamate dagli uffici, mentre sul piano consiliare si era aperta anche la questione delle dimissioni di un consigliere e della mancata surroga, con il Consiglio rimasto privo del plenum. È su questo passaggio che interviene l’ex presidente della Regione Mario Oliverio, denunciando quella che definisce una «inammissibile forzatura» e un «palese abuso» ai danni del Comune e dell’amministrazione eletta. A suo giudizio, dopo le dimissioni irrevocabili, sarebbe stato necessario procedere prioritariamente alla surroga con il primo dei non eletti della stessa lista, ricomponendo così l’organo consiliare. Oliverio contesta che la Prefettura abbia invece nominato un commissario ad acta per il rendiconto 2025 senza prima favorire il reintegro del Consiglio, e chiede al prefetto di chiarire perché non si sia intervenuti in tal senso. Per l’ex governatore, il rischio sarebbe quello di arrivare allo scioglimento senza aver prima consentito all’assemblea di tornare nelle condizioni di funzionare. La sua è dunque una lettura che attribuisce un rilievo decisivo alla vicenda della surroga e alla tutela della volontà espressa dagli elettori.
Di segno opposto il commento della senatrice reggina della Lega Tilde Minasi, che considera la sospensione del Consiglio e la nomina della struttura commissariale «l’epilogo» di una gestione amministrativa fallimentare. Minasi parla di «disastri amministrativi e voragini di bilancio» e attacca il cosiddetto modello Riace, sostenendo che l’amministrazione avrebbe privilegiato l’attivismo ideologico e le politiche sull’immigrazione rispetto ai servizi e ai bisogni dei residenti. La senatrice auspica che i commissari facciano piena luce sulla situazione finanziaria dell’ente e ripristinino «legalità e normalità amministrativa».
Le due prese di posizione restituiscono la profonda frattura politica attorno all’esperienza di Lucano.Oliverio mette in discussione il percorso istituzionale che ha condotto al commissariamento e richiama il rispetto della rappresentanza democratica; Minasi legge invece il provvedimento come la conferma del fallimento politico e contabile dell’amministrazione. Al di là delle opposte valutazioni, la gestione del Comune passa ora agli organi prefettizi, mentre resta da completare l’iter formale di scioglimento del Consiglio. Per Riace si apre una fase delicata, nella quale la ricostruzione della situazione finanziaria e la continuità dei servizi dovranno misurarsi con un confronto politico che, anche dopo la sospensione degli organi elettivi, appare tutt’altro che concluso.

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Umberto Landi

Dotato di abilità ai limiti del sovrumano, Umberto appartiene a quella nuovissima categoria di supergiornalisti che sanno farsi notare poco ma sono in grado di produrre tantissimo. La sua capacità di osservazione e la sua rapidità nel produrre testi interessanti ed efficaci è straordinaria, tanto che c’è persino chi è pronto a giurare che sia il frutto di un segretissimo esperimento di bioingegneria. Di poche parole, ha deciso di mettere le proprie capacità al servizio del territorio, senza mai giudicare ma sempre pronto a stimolare le riflessioni degli altri.

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