Siderno: le opposizioni criticano l’Amministrazione per la gestione del Piano Quadro

Si è svolto nella mattinata di venerdì, nella Sala Consiliare del Comune di Siderno, un incontro pubblico promosso dai gruppi di opposizioneSiderno 2030eLa Nostra Missione. Presenti all’appello i consiglieri Domenico Sorace, Stefano Archinà, Massimo Diano, Domenico Catalano e Aldo Caccamo, che hanno voluto fare chiarezza su quanto accaduto nelle ultime settimane in merito alPiano Quadro delle aree produttive in località Misserianni, recentemente presentato dall’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Maria Teresa Fragomeni.
«Non possiamo accettare questo metodo», ha affermato Archinà, denunciando l’approccio unilaterale della maggioranza nell’avviare l’iter di approvazione del Piano Quadro. Il consigliere ha ricordato che già nella riunione del 4 luglio, convocata in Commissione consiliare, la maggioranza ha tentato di forzare i tempi per portare rapidamente il Piano in Consiglio comunale.«Quando si discusse del PSC, proponemmo una pianificazione condivisa con l’impegno di sederci allo stesso tavolo all’indomani dell’approvazione. Quell’impegno è stato completamente disatteso», ha dichiarato.
Archinà ha poi evidenziato le criticità organizzative e lascarsa partecipazione all’incontro del 7 luglio con i tecnici, convocato in tempi ristretti tramite un semplice comunicato sull’app municipale.«L’incontro è stato deludente: solo sette o otto tecnici presenti, nessun rappresentante della maggioranza, nessun consigliere, nemmeno il Sindaco», ha denunciato, sottolineando come un’occasione potenzialmente preziosa per il confronto si sia trasformata in un appuntamento formale, privo di contenuti e dialogo autentico.
Nel prosieguo, ha ricostruito quanto accaduto nella successiva Commissione del 9 luglio:«Tutti d’accordo nel proporre un nuovo incontro più partecipato, ma improvvisamente è intervenuta la sindaca, urlando che stavamo facendo perdere tempo e se ne è andata sbattendo la porta». Un episodio che ha spinto l’opposizione a convocare autonomamente l’incontro del 18 luglio, scontrandosi conil diniego all’utilizzo della sala consiliare per presunte ragioni legate all’orario e alla disponibilità del personale, una decisione che, secondo i consiglieri, rappresenta un ulteriore ostacolo alla libera espressione democratica e alla trasparenza amministrativa.
Archinà ha denunciato anche una scarsa attenzione mediatica:«Gran parte della stampa non fa il proprio dovere, l’informazione è parziale, come dimostrato dal comunicato del Comune rilanciato da un organo online, smentito però dalla stessa fotografia che mostra la reale platea dell’incontro». L’assenza di una narrazione equa e pluralista da parte dei media locali rappresenta, secondo l’opposizione, una deriva pericolosa per l’equilibrio democratico del dibattito cittadino.
Il consigliere Domenico Catalano ha approfondito l’aspetto tecnico del Piano Quadro, sottolineandone la finalità:«Un piano che consente di sbloccare una zona produttiva prevista dagli strumenti urbanistici fin dal PRG, oggi reso possibile grazie al contributo dei privati». Ma, ha ribadito con forza,«non contestiamo il merito, ma il metodo. Il piano deve essere condiviso con i cittadini, così come previsto dalla legge urbanistica regionale». La partecipazione, ha spiegato Catalano, non può essere ridotta a un adempimento burocratico, ma deve rappresentare un processo continuo e significativo.
Catalano ha puntato il dito contro l’Amministrazione per l’incoerenza nel promuovere la partecipazione solo sulla carta: «Si approva l’Urban Center e poi si procede senza coinvolgimento. La partecipazione serve a migliorare la qualità delle scelte, a dare forza al senso di appartenenza». In un contesto come quello sidernese, ha aggiunto, in cui la fiducia dei cittadini nelle istituzioni è già fragile, è fondamentale che ogni atto amministrativo sia supportato da un percorso di confronto e dialogo.
Sulla stessa linea Domenico Sorace, che ha denunciato un iter opaco già con il PSC e che si ripete ora col Piano Quadro:«La Commissione ha ricevuto un piano chiuso, non c’è stato spazio per il confronto. Questo non è un modo democratico di agire». Ha inoltre evidenziato la mancata presentazione delle tavole progettuali all’incontro con i tecnici:«Un tecnico che non vede nulla, come può dare un contributo?». Secondo Sorace, il mancato accesso ai documenti impedisce qualunque valutazione seria e rischia di alimentare ulteriori tensioni e fraintendimenti.
Massimo Diano ha posto l’accento sulla gestione della comunicazione:«Ci siamo limitati a dire che eravamo favorevoli a iniziare il percorso, e questo è stato strumentalizzato come un’approvazione unanime». Ha infine sollevato una questione cruciale:«Perché tutta questa fretta? Perché non dare alla città dieci giorni in più per discuterne?». La tempistica, secondo Diano, appare sospetta e potrebbe celare altre urgenze che non sono state condivise pubblicamente.
Il malcontento dell’opposizione non riguarda il piano in sé, mala mancanza di dialogo, trasparenza e coinvolgimento. I consiglieri per questo rilanciano la richiesta di un tavolo di discussione con associazioni, professionisti e cittadini per un progetto di sviluppo condiviso per Siderno.





One Comment