Costume e Società

Mons. Francesco Oliva festeggia undici anni di guida e impegno per la Diocesi di Locri-Gerace

Sono passatiundici annida quel pomeriggio del20 luglio 2014in cui, nella cornice della Cattedrale di Gerace, si svolgeva la cerimonia di insediamento diMons. Francesco Olivacome vescovo della Diocesi di Locri-Gerace. Un evento solenne e partecipato, alla presenza di importanti figure ecclesiastiche comeMons. Nunzio Galantino, segretario generale della CEI,Salvatore Nunnari, allora presidente della Conferenza episcopale calabra, l’arcivescovo di Reggio CalabriaFiorini Morosini, e il vescovo di Oppido Mamertina-PalmiFrancesco Milito.
La sua ordinazione episcopale, ricevuta il5 maggio 2014 dalle mani di Papa Francesco, era arrivata in modo inaspettato per don Francesco, che si stava preparando a vivere con dedizione il proprio ministero parrocchiale. Ma proprio le sueprime parole pronunciate durante l’omeliadell’insediamento sarebbero diventate la cifra di un episcopato lungo e ricco di significati:
«Stavo imparando ad essere parroco quando Papa Francesco mi ha chiamato a questa missione. Non era nelle mie attese. Ora devo imparare ad essere vescovo. Non sarà facile. Vi chiedo di avere pazienza con me e di pregare senza stancarvi per la nostra chiesa».
Un appello sincero e autentico che negli anni ha trovato conferma nell’impegno quotidiano di Oliva per una Chiesa vicina alla gente, presente nei territori, capace di farsi carico delle sfide del tempo. La sua visione di unapastorale partecipata e non autoreferenziale, con sacerdoti “operai a tempo pieno” e non “professionisti del sacro part time”, ha guidato un’opera di profondo rinnovamento e presenza.
Sin da subito, il vescovo Oliva non ha esitato a prendere posizione su temi sociali cruciali. Il suomonito forte contro la criminalità organizzata e la corruzionerisuona ancora oggi con forza:
«No alla corruzione, non solo a parole ma anche nei fatti, visto che non è possibile né tollerabile che dei cristiani possano essere collusi col malaffare, l’illegalità e la corruzione».
Un richiamo coraggioso e coerente che ha accompagnato l’impegno della Diocesi nel contrasto culturale alle mafie, in un momento storico in cuipolitica e società sembravano impegnate in una nuova narrazione del territorio. In questo contesto, la Chiesa locrese ha svolto un ruolo attivo e costruttivo, diventandovoce credibile e punto di riferimento per la comunità.
Ma l’episcopato di Mons. Oliva si è svolto anche in anni difficilissimi:la pandemia di Covid-19, l’emergere di nuove e più profonde povertà, il diffondersi di unrelativismo spirituale alimentato dai social media e oggi anche dall’affermazione dell’intelligenza artificiale, hanno rappresentatosfide epocali per la fede e la pastorale. Anche in questi frangenti, Mons. Oliva non ha smesso di accompagnare, ascoltare e proporre visioni di speranza e concretezza.
Oggi, a undici anni dall’inizio di questo cammino, non si può che esprimere un sincerograzie al nostro vescovoper aver saputo esserepresenza silenziosa ma incisiva, guida discreta e forte,padre nella fede e compagno nel cammino di riscatto di questa terra.

Photo of Umberto Landi

Umberto Landi

Dotato di abilità ai limiti del sovrumano, Umberto appartiene a quella nuovissima categoria di supergiornalisti che sanno farsi notare poco ma sono in grado di produrre tantissimo. La sua capacità di osservazione e la sua rapidità nel produrre testi interessanti ed efficaci è straordinaria, tanto che c’è persino chi è pronto a giurare che sia il frutto di un segretissimo esperimento di bioingegneria. Di poche parole, ha deciso di mettere le proprie capacità al servizio del territorio, senza mai giudicare ma sempre pronto a stimolare le riflessioni degli altri.

Related Articles

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.I campi obbligatori sono contrassegnati*

Back to top button