Gente in Aspromonte: Domenica un’escursione tra Vocale e Serro della Croce

Procedono i festeggiamenti dei quarant’anni di attività dell’Associazione EscursionisticaGente in Aspromontecon un’iniziativa che si inserisce nel solco di una tradizione che unisce la conoscenza del territorio alla riscoperta delle sue radici più profonde. L’appuntamento è fissato perdomenica 29 marzo, nell’ambito del programmaRifugi e Bivacchi, una piacevole sosta, con un itinerario che attraversa alcuni dei luoghi più suggestivi del cuore aspromontano.
Il raduno dei partecipanti è previstoalle ore 09:30 al Centro Commerciale di Bovalino, lungo la SS 106, mentrela partenza dell’escursione è fissata alle ore 10:30. Da qui prenderà il via un percorso immerso in una natura in continuo mutamento, in cui i boschi dell’Aspromonte si trasformano a ogni passo, diffondendo essenze diverse e accompagnando gli escursionisti lungo un itinerario che è insieme paesaggio e racconto.
Il sentiero conduce attraverso fiumare che cambiano volto per la varietà delle rocce, mentre le sorgenti evocano antiche leggende e il tracciato si inoltra in una vallata profonda e remota, incastonata tra pareti alte e scoscese.A dominare l’orizzonte è il massiccio di Pietra Castello, mentre più in basso si intravedono i resti del lago Costantino, in uno scenario di rara suggestione.
Questo tratto coincide con uno dei segmenti più affascinanti delCammino della Fede che conduce al santuario di Polsi, percorso un tempo da pellegrini e viandanti lungo antiche vie devozionali, un aspetto che rende il percorso evocativo di storie, gesti e tradizioni che affondano le radici nella spiritualità popolare.
L’itinerario si sviluppa a partire dalPasso della Cerasara, a quota 1.400 metri, e si snoda lungo un tracciato che alterna piste sterrate e sentieri più stretti. Tra le prime tappe si incontra il rifugio di Favazzina, seguito dal casello Vocale, immerso in un ambiente caratterizzato da rigogliose piante di abete rosso e dotato di semplici strutture di ristoro, tra cui tavoli in legno e una fontana.
Proseguendo lungo la pista che normalmente conduce a Polsi, si raggiunge laFontana della Croce, punto nodale del percorso. Da qui si abbandona la strada carrabile per imboccare un sentiero segnato da cumuli di pietre, le cosiddette pietre votive lasciate dai fedeli provenienti dal versante tirrenico, memoria tangibile di un pellegrinaggio collettivo che attraversava queste montagne.
Il cammino conduce quindi al casello delSerro della Croce, da cui, in pochi metri, si raggiunge un autentico balcone naturale a quota 1.345 metri.Il panorama si apre a 360 gradi, offrendo una visione che spazia dal monte Montalto fino alle propaggini che degradano verso il mare, passando per la maestosa Pietra Castello e le alture di Piano Carrà, fino a intercettare la sommità di monte Scorda e la cresta dell’Appennino.
Nella vallata sottostante si distingue il reticolo dei torrenti che, confluendo, danno origine al Bonamico, mentre il santuario di Polsi appare vicino, quasi a portata di sguardo.Un luogo che restituisce appieno la straordinaria complessità e bellezza dell’Aspromonte, capace di sorprendere anche l’escursionista più esperto.
Il percorso di ritorno ricalca in parte l’itinerario dell’andata, introducendo alcune varianti. Giunti nuovamente alla Fontana della Croce, si imbocca un sentiero in leggera salita che consente di visitare altri rifugi, tra cui Cusmano e Muccari, realizzati dagli operai forestali e disponibili per l’uso in caso di necessità. Il rientro avviene poi lungo la pista già percorsa, fino a raggiungere il punto di partenza.
Un’escursione che è insieme viaggio nella natura e nella memoria, capace di raccontare quarant’anni di passione per l’Aspromonte attraverso i suoi rifugi, le sue pietre e i suoi silenzi. Un invito a camminare, ma anche a fermarsi, perché – come suggerisce il titolo dell’iniziativa – ogni sosta può diventare occasione di scoperta.




